La Spezia, migliaia ai funerali di Youssef Abanoub: la città unita nel dolore

La Spezia si è fermata per l’ultimo saluto a Youssef Abanoub, 18 anni. Migliaia di persone hanno riempito la cattedrale Cristo Re per un funerale segnato dal silenzio, dalla preghiera e da un lungo applauso.

Youssef Abanoub
La Spezia, migliaia ai funerali di Youssef Abanoub: la città unita nel dolore

La bara bianca di Youssef Abanoub, per tutti Aba, è stata accolta da un applauso prolungato all’ingresso nella cattedrale Cristo Re. Il giovane, 18 anni, è morto dopo essere stato colpito con un coltello da un compagno di scuola dell’istituto Einaudi-Chiodo.

Alla celebrazione hanno partecipato familiari, amici, compagni di classe e cittadini arrivati anche da fuori provincia. La chiesa era gremita, con una folla raccolta in un silenzio carico di commozione che ha accompagnato l’intera funzione.

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Il rito si è svolto secondo una doppia tradizione, cattolica e copta, a rappresentare l’identità e il percorso spirituale della famiglia. A guidare la celebrazione è stato l’arcivescovo Luigi Ernesto Palletti, insieme al rappresentante della comunità copta Dawoud Elnaqlouni.

Tra i presenti anche il sindaco Pierluigi Peracchini, il questore Sebastiano Salvo e il prefetto Andrea Cantadori. Le autorità hanno seguito la funzione sedute tra i cittadini, senza protocolli evidenti, in un clima di partecipazione condivisa.

Durante l’omelia, l’arcivescovo ha rivolto parole di vicinanza alla famiglia e alla comunità copta, ricordando come la fede possa offrire una luce che va oltre il dolore. Ha parlato di silenzio, di preghiera e di una speranza che guarda alla vita eterna.

Il vescovo ha ricordato di aver incontrato Aba in passato, unendosi alla preghiera per la sua famiglia e per tutti coloro che lo hanno conosciuto. Ha sottolineato il valore della resurrezione come segno di una luce che non si spegne e che accompagna anche nei momenti più difficili.

All’uscita del feretro, la folla ha salutato il giovane con un nuovo applauso, lungo e composto, che ha attraversato la navata e il sagrato della cattedrale, trasformando il dolore in un gesto collettivo di rispetto e memoria.