Omicidio Cosimo Errico, 569 giorni in carcere senza prove: risarcimento da 134mila euro per Surinder Pal

Assolto dopo 569 giorni di carcere per un omicidio mai provato, Surinder Pal ottiene un risarcimento di oltre 134mila euro. Una vicenda giudiziaria segnata da accuse fragili, indagini contestate e prove assenti.

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Per oltre un anno e mezzo Surinder Pal ha vissuto dietro le sbarre con l’accusa di aver ucciso il professor Cosimo Errico. Oggi quella ricostruzione è stata definitivamente smentita: l’uomo è stato assolto e riconosciuto vittima di ingiusta detenzione.

La Corte gli ha attribuito un indennizzo pari a 134.181,58 euro, calcolato su una media di circa 235 euro per ogni giorno trascorso in carcere. I giudici hanno escluso qualsiasi responsabilità personale nella vicenda, chiarendo che Pal non ha mai ostacolato le indagini né fornito versioni ingannevoli.

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L’accusa sosteneva che l’omicidio fosse legato a un presunto piccolo furto e che l’assassino conoscesse bene la fattoria teatro del delitto. Tra gli elementi citati figurava anche un’impronta di scarpa di marca Carrera, ritenuta compatibile con quella dell’imputato.

Nel corso del processo, però, queste ipotesi si sono progressivamente sgretolate. Sulla bicicletta di Pal non è stato trovato alcun DNA né traccia di sangue, elementi che avrebbero potuto collegarlo in modo concreto alla scena del crimine.

La Corte d’Appello ha definito le ricostruzioni della procura come forzature prive di riscontri oggettivi, sottolineando l’assenza di prove capaci di sostenere l’impianto accusatorio. Il delitto di Entratico è rimasto così privo di un responsabile accertato.

Nel riconoscere l’indennizzo, i magistrati hanno tenuto conto delle conseguenze fisiche, psicologiche e relazionali subite da Pal durante la detenzione. L’isolamento linguistico e le condizioni di vita in carcere lo hanno segnato profondamente, al punto da farlo apparire visibilmente invecchiato.

Grazie al risarcimento per ingiusta detenzione, Pal ha potuto organizzare il ritorno definitivo in India, dove ha ricongiunto la propria famiglia dopo una vicenda giudiziaria che ne ha stravolto l’esistenza.