Federica Torzullo uccisa, i nodi irrisolti nella confessione di Claudio Carlomagno
La confessione di Claudio Carlomagno apre nuovi interrogativi sull’omicidio di Federica Torzullo. Gli inquirenti segnalano incongruenze, presenze sospette e spiegazioni considerate incomplete, mentre l’indagine ricostruisce una dinamica ancora piena di ombre.
Claudio Carlomagno ha ammesso di aver ucciso la moglie Federica Torzullo e di averne nascosto il corpo dopo il delitto. L’uomo è accusato di femminicidio e occultamento di cadavere, ma la versione fornita agli inquirenti non viene ritenuta definitiva.
Secondo il procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, il racconto dell’indagato presenta passaggi poco chiari e motivazioni che sembrerebbero costruite per ridurre la gravità delle responsabilità, in particolare per allontanare l’ipotesi della premeditazione.
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Dall’interrogatorio, tuttavia, sono emersi dettagli che hanno aperto nuove piste investigative. Gli inquirenti stanno cercando di ricomporre un quadro frammentato, fatto di omissioni e spiegazioni che non combaciano con gli elementi raccolti sul luogo dei fatti.
Tra gli aspetti più controversi figura la presenza del padre di Carlomagno davanti all’abitazione della coppia subito dopo l’omicidio, un elemento che gli investigatori stanno cercando di contestualizzare per comprenderne il reale significato.
Un ulteriore punto critico riguarda il riferimento a una persona non identificata, citata nel corso delle verifiche. Anche questo dettaglio viene considerato decisivo per chiarire se qualcuno abbia avuto un ruolo, diretto o indiretto, nelle fasi successive al delitto.
Il corpo di Federica Torzullo, ritrovato in condizioni tali da renderne difficile il riconoscimento, rappresenta un ulteriore tassello di una vicenda che continua a sollevare interrogativi e a richiedere approfondimenti investigativi.