Valentino Garavani, il ricordo del giovane tagliatore e delle sue prime collaboratrici
A vent’anni accettò di diventare tagliatore per Valentino dopo una domanda destinata a segnargli la carriera. Oggi, tra aneddoti e ricordi, ex collaboratori raccontano l’uomo e il mito dello stilista.
Sebastiano Di Rienzo, originario di Capracotta e nato nel 1940, ha rievocato l’incontro che cambiò il suo percorso professionale. Nella sala rossa, insieme a Giammetti, Valentino Garavani gli propose di prendere il posto del tagliatore appena andato via, pungolandolo con una frase rimasta impressa per tutta la vita.
Di Rienzo esitò: aveva appena vent’anni e temeva di non essere all’altezza. Accettò dopo qualche istante di silenzio, spinto dal desiderio di mettersi alla prova. Rimase tre anni nella maison, poi scelse di proseguire in autonomia, portando con sé un bagaglio di esperienza che ancora oggi definisce “irripetibile”.
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Nel ricordare lo stilista, lo descrive come identico a com’era sempre apparso: gentile, misurato, incapace di parole dure. Anche quando veniva criticato, la sua reazione più severa restava una battuta ironica. Amava profondamente i cani e la loro presenza lo accompagnava ovunque, rendendo l’ambiente più leggero.
Alla commemorazione hanno partecipato anche altri ex collaboratori. Mary Rosati, già assistente personale, ha raccontato di essersi sentita una privilegiata per aver lavorato in un contesto che definisce una vera famiglia. Ne ricorda la generosità e la precisione assoluta, qualità che pretendeva da tutti e che, secondo lei, hanno costruito il suo mito.
Il metodo di lavoro era rigoroso: ogni dettaglio doveva funzionare senza sbavature. Da quella disciplina è nato anche il celebre rosso Valentino, considerato non solo un colore ma un simbolo di forza e passione. Rosati, oggi alla guida di una propria casa di moda, vede in quel segno un’eredità ancora viva.
Bruna Fortuna Gentilini, stilista, ha ammesso di essersi ispirata più volte a lui, convinta che studiarlo fosse un privilegio. Condividevano gli stessi laboratori e la stessa cura per la realizzazione dei capi. Per omaggiarlo, ha scelto di indossare un abito rosso, gesto semplice ma carico di significato.