Board of peace per Gaza: cos'è, come funziona e quali Paesi hanno aderito
Il Board of peace per Gaza nasce come nuovo organismo internazionale per vigilare sul cessate il fuoco e guidare la ricostruzione, ma la sua composizione e i poteri attribuiti al presidente Usa stanno già alimentando divisioni e perplessità.
Il Board of peace è stato istituito per monitorare la tregua tra Israele e Hamas e coordinare gli interventi di ricostruzione nella Striscia di Gaza. L’iniziativa è stata lanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e successivamente riconosciuta attraverso una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Secondo l’elenco diffuso dai media americani, al momento hanno aderito venti Stati: Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Bielorussia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam.
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Restano invece fuori quasi tutti i principali Paesi dell’Unione europea, tra cui Italia, Germania e Francia, oltre a Norvegia e Regno Unito. Un’assenza che evidenzia le difficoltà nel raggiungere un consenso occidentale attorno alla nuova struttura diplomatica.
Lo statuto attribuisce al presidente del Consiglio, ruolo ricoperto da Trump, poteri esecutivi estesi, inclusa la possibilità di porre il veto sulle decisioni e di rimuovere i membri, pur con alcune limitazioni procedurali. Le deliberazioni vengono approvate a maggioranza, ma l’ultima parola sull’agenda resta al vertice.
I Paesi aderenti ottengono un mandato triennale. Tuttavia, lo stesso regolamento prevede che, versando un contributo di un miliardo di dollari, sia possibile acquisire lo status di membri permanenti e sostenere in modo diretto le attività operative del Consiglio.
Nel comitato esecutivo fondatore figurano il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff, l’ex premier britannico Tony Blair e Jared Kushner. Il mandato del Consiglio di pace potrà essere esteso in futuro anche ad altri scenari di crisi internazionale.