Addio a David Thomas, storico Gioielliere della Corona tra Windsor e Gioielli di Stato
Dietro le quinte della monarchia britannica, David Thomas ha custodito per decenni i gioielli più preziosi dei Windsor, intrecciando la sua carriera con i momenti più intimi e solenni della famiglia reale.
Per anni, David Thomas ha lavorato lontano dai riflettori, proteggendo e restaurando i simboli materiali della monarchia britannica. Dai Gioielli di Stato alle collezioni private dei reali, ogni intervento passava dalle sue mani, con una precisione quasi rituale.
Nella Jewel House della Torre di Londra, la sua giornata iniziava con operazioni minuziose: la pulizia dei monili veniva eseguita esclusivamente con acqua e sapone, per evitare qualsiasi rischio ai materiali antichi. Era uno dei pochissimi autorizzati a maneggiare quei tesori, sempre a porte chiuse e in orario notturno.
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Nominato Gioielliere della Corona nel 1991 da Elisabetta II, Thomas arrivava da cinque anni alla Garrard ed era il settimo a ricoprire l’incarico istituito nel 1843 sotto la regina Vittoria. Prima ancora, aveva già lavorato per le famiglie reali di Norvegia, Malesia e Giordania.
Il suo rapporto con i Windsor, però, era iniziato molto prima della nomina ufficiale. Alla fine degli anni Settanta fu chiamato d’urgenza a Buckingham Palace per liberare l’allora principe Carlo da un anello con sigillo rimasto incastrato dopo un incidente di polo. L’operazione riuscì senza il minimo danno, conquistando definitivamente la fiducia dell’erede al trono.
Poco tempo dopo arrivò il Royal Warrant e, nel 1981, la commissione per realizzare la fede nuziale in oro gallese destinata al matrimonio con Lady Diana Spencer. Thomas partecipò alla cerimonia nella cattedrale di St. Paul e rimase il gioielliere personale di Diana fino al 1997.
Dopo la morte della principessa, gli venne affidato un incarico delicatissimo: catalogare i suoi gioielli per la successione ereditaria. Tra gli oggetti ritrovati figuravano un orologio macchiato di sangue, un bracciale di perle spezzato e un solo orecchino. Il secondo venne recuperato successivamente all’interno dell’auto incidentata.
Nel 2002, con la scomparsa della Regina Madre, Thomas dovette affrontare un nuovo inventario. Nonostante la sovrana avesse sempre parlato di una collezione modesta, emersero centinaia di pezzi mai censiti, che richiesero oltre sette settimane di lavoro per essere ordinati e registrati.
Andato in pensione nel 2007, ricevette da Elisabetta II l’onorificenza di Membro del Royal Victorian Order. Dieci anni dopo, su richiesta del principe Harry, tornò brevemente in attività per creare l’anello di fidanzamento di Meghan Markle, realizzato con un diamante del Botswana e due pietre appartenute a Diana.
Interpellato sul valore di quell’ultimo gioiello reale, Thomas si limitò a una frase diventata emblematica della sua discrezione: «I gioiellieri sono come i medici: non parlano mai dei loro pazienti».