Andrea Prospero, il padre: Chiediamo solo una giustizia giusta per nostro figlio
Il padre di Andrea Prospero chiede verità e una giustizia equa dopo la prima udienza a Perugia. Il processo riguarda il diciottenne accusato di aver istigato al suicidio il figlio.
All’uscita dall’aula del tribunale di Perugia, il padre di Andrea Prospero ha ribadito con fermezza che la famiglia non cerca vendetta, ma un percorso giudiziario fondato su equilibrio e verità. L’obiettivo, ha spiegato, è ottenere una risposta chiara su quanto accaduto e una decisione proporzionata alla gravità dei fatti.
Secondo il genitore, la speranza resta quella di conoscere fino in fondo le dinamiche che hanno portato alla morte del figlio, anche se non è certo che questo traguardo potrà essere realmente raggiunto. Nonostante il dolore, la famiglia continua a riporre fiducia nelle istituzioni e nel lavoro dei magistrati.
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L’avvocato Francesco Mangano, legale di parte civile, ha sottolineato che l’imputato sta valutando un possibile dialogo con la Procura per presentare una nuova richiesta di patteggiamento, definendolo un tentativo legittimo previsto dall’ordinamento.
Il procedimento si trova nella fase del giudizio immediato, elemento che, secondo la difesa della famiglia, conferma come le indagini abbiano già delineato un quadro accusatorio ritenuto solido dagli inquirenti.
Il legale ha ricordato anche l’ordinanza emessa dal gip lo scorso ottobre, nella quale il reato viene qualificato come particolarmente grave e le condotte contestate non vengono considerate compatibili con la concessione di attenuanti generiche.
Nei prossimi passaggi processuali, ha concluso Mangano, si valuterà se l’imputato intenda accettare una pena proporzionata alla gravità dei fatti contestati, nel rispetto dei principi di giustizia e responsabilità.