Groenlandia, Trump accetta l'accordo: via libera alle basi militari Usa sull'isola
L’intesa sulla Groenlandia cambia rotta alla strategia di Trump: niente acquisizione dell’isola, ma via libera a basi militari Usa e cooperazione su difesa e risorse. Un compromesso che coinvolge Nato, Danimarca e alleati europei.
Donald Trump annuncia a Davos di aver raggiunto un’intesa di principio sulla Groenlandia, definendola un accordo destinato a durare. Il presidente statunitense parla di un quadro condiviso con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, che garantirebbe agli Stati Uniti nuovi margini di sicurezza senza passare dall’acquisizione formale dell’isola.
Nel nuovo scenario, Washington rinuncia all’ipotesi di sovranità totale sul territorio autonomo danese. In cambio, ottiene un ruolo strategico rafforzato nell’Artico. La decisione porta anche allo stop ai dazi che sarebbero entrati in vigore contro i Paesi coinvolti nel recente dispiegamento militare in Groenlandia.
Leggi anche Groenlandia, Trump minaccia dazi per sostenere il piano Usa sull'isola artica
La struttura dell’intesa resta in parte riservata. Rutte ammette che il dossier non è ancora chiuso, mentre Trump parla di un risultato ormai vicino che riguarda l’intera regione artica. Tra i punti emersi figurano la cooperazione sul sistema di difesa missilistico Golden Dome e la gestione congiunta dei diritti di sfruttamento delle risorse minerarie dell’isola.
Il presidente Usa sottolinea che gli alleati europei saranno parte attiva sia nel progetto difensivo sia nelle attività legate ai minerali. Nessun riferimento ufficiale, invece, a un passaggio di sovranità. Rutte conferma che il tema non è mai stato affrontato nei colloqui con la Casa Bianca.
La svolta segna un cambio netto rispetto alle posizioni espresse da Trump nei mesi precedenti, quando aveva sostenuto che solo la proprietà diretta avrebbe garantito una difesa efficace dell’isola. La nuova linea nasce da un compromesso che prevede la concessione agli Stati Uniti di porzioni limitate di territorio groenlandese, destinate a ospitare infrastrutture militari.
Il modello richiamerebbe quello delle basi britanniche a Cipro, considerate territorio del Regno Unito pur trovandosi su un’isola straniera. In Groenlandia, gli Stati Uniti dispongono già della Pituffik Space Base, nel nord-ovest dell’isola, operativa dal 1952 e dotata di sistemi radar per l’allerta missilistica.
Nella base, conosciuta in passato come Thule Air Base, sono impiegati circa 150 militari americani. Si tratta dell’unica installazione statunitense permanente nell’Artico, con un ruolo centrale nel sistema di sorveglianza strategica.
L’annuncio dell’intesa arriva dopo l’intervento di Trump al Forum economico mondiale, in cui il presidente esclude esplicitamente il ricorso alla forza militare. Davanti alla platea ribadisce la volontà di puntare su negoziati immediati, sottolineando che l’obiettivo degli Stati Uniti è ottenere un ruolo stabile in Groenlandia senza ricorrere a pressioni armate.
Secondo la versione fornita dal presidente, le trattative avrebbero registrato un’accelerazione decisiva proprio dopo quell’intervento, aprendo la strada a un accordo che ridefinisce i rapporti tra Washington, Copenaghen e gli alleati della Nato nell’area artica.