Federica Torzullo, la confessione di Claudio Carlomagno e le ombre sull'omicidio

La confessione di Claudio Carlomagno ricostruisce l’omicidio di Federica Torzullo tra paura, gelosia e tentativi di depistaggio. Gli inquirenti, però, segnalano passaggi ancora poco chiari nella versione dell’uomo.

federica torzullo

Dopo giorni di silenzio, Claudio Carlomagno ha deciso di parlare davanti al giudice per le indagini preliminari di Civitavecchia. L’interrogatorio, durato oltre sei ore, si è trasformato in una ricostruzione dettagliata delle ultime ore di vita di Federica Torzullo e delle azioni compiute subito dopo l’omicidio.

Nel suo racconto, l’uomo ha descritto una mattina segnata da tensioni accumulate da tempo, culminate in un gesto estremo. Ha spiegato di aver poi nascosto il corpo e di aver messo in atto una serie di comportamenti per confondere le indagini, cercando di allontanare da sé ogni sospetto.

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Secondo la Procura, tuttavia, la versione fornita presenta ancora zone d’ombra. Alcuni passaggi risultano poco coerenti e diversi dettagli dovranno essere verificati attraverso ulteriori accertamenti e confronti con le prove raccolte.

Alla base della tragedia, stando alle dichiarazioni dell’indagato, ci sarebbe una crisi coniugale ormai senza ritorno. Federica aveva avviato il percorso verso la separazione e la coppia si era già rivolta a due avvocati romani per chiarire gli aspetti patrimoniali, la gestione dell’abitazione e l’affidamento del figlio.

I coniugi vivevano sotto lo stesso tetto ma in stanze diverse, alternandosi nella cura del bambino. Proprio questo equilibrio fragile avrebbe alimentato in Carlomagno un timore crescente, legato alla possibilità che la separazione venisse formalizzata su iniziativa della moglie.

L’idea di poter perdere un ruolo centrale nella vita del figlio avrebbe rappresentato, secondo il suo racconto, il detonatore della violenza. «L’ho uccisa per non perdere mio figlio», ha dichiarato, attribuendo al timore dell’affidamento la responsabilità del gesto.

Gli investigatori continuano a esaminare ogni elemento emerso dall’interrogatorio, con l’obiettivo di ricostruire in modo completo la dinamica dei fatti e verificare la reale attendibilità delle parole dell’indagato.