Ucraina, negoziati su due tavoli: Trump incontra Zelensky, emissari Usa da Putin

Le trattative sulla guerra in Ucraina entrano in una fase delicata, con incontri paralleli tra Stati Uniti, Kiev e Mosca. Sul tavolo restano nodi politici, territoriali e diplomatici che potrebbero influenzare l’intero equilibrio europeo.

ucraina negoziati

L’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky si terrà oggi a Davos, dopo un iniziale rinvio legato agli impegni del presidente ucraino a Kiev. La precisazione è arrivata dallo stesso Trump, chiarendo le incertezze emerse nelle ore precedenti.

Nello stesso giorno, a Mosca, Vladimir Putin riceverà gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Una coincidenza che rafforza la percezione di un momento decisivo per il futuro del conflitto tra Russia e Ucraina, iniziato ormai quattro anni fa.

Leggi anche Trump incontra Zelensky alla Casa Bianca: verso un possibile summit con Putin per la pace in Ucraina

Washington e Kiev lavorano da settimane a un piano di pace articolato in venti punti. Zelensky ha confermato che esiste un’intesa di massima sulle garanzie di sicurezza richieste dall’Ucraina nel dopoguerra, mentre resta aperta la questione dei territori occupati.

Il Donbass continua a rappresentare il principale ostacolo. Kiev non intende accettare concessioni territoriali senza un referendum popolare, posizione che mantiene alta la tensione nei negoziati con il Cremlino.

Dal palco del World Economic Forum, Trump ha ribadito di ritenere Putin disponibile a un accordo. Ha definito irragionevole l’assenza di un’intesa, sostenendo che la pace non può nascere dall’odio ma da compromessi concreti.

Secondo il presidente americano, le parti sarebbero relativamente vicine a un’intesa. Ha inoltre insistito sul ruolo centrale dell’Europa nella risoluzione del conflitto, ridimensionando l’intervento diretto degli Stati Uniti.

Trump ha ricordato altri successi diplomatici ottenuti in passato, citando la rapida soluzione del conflitto tra Armenia e Azerbaigian come esempio della propria capacità negoziale.

Witkoff, che volerà a Mosca con Kushner, ha spiegato che l’incontro con Putin è stato richiesto dalla Russia. Per l’inviato americano, il segnale indica una disponibilità concreta a discutere di pace.

Il Cremlino ha confermato l’appuntamento attraverso il portavoce Dmitri Peskov. Per Witkoff si tratta della settima occasione di confronto con Putin, dopo numerose missioni a Mosca e un precedente incontro in Alaska lo scorso agosto.

Intanto, in Italia, le commissioni Esteri e Difesa della Camera hanno approvato un emendamento che modifica il decreto sugli aiuti a Kiev, sostituendo il riferimento agli aiuti “militari” con quello alla “difesa civile”.

La proposta, sostenuta dalla maggioranza, ha suscitato critiche dalle opposizioni, che hanno sollevato dubbi sulla coerenza giuridica del provvedimento. Secondo alcuni deputati, il cambiamento rischia di svuotare di senso l’intero decreto.

Il voto finale sul decreto Ucraina è stato rinviato alla prossima settimana, lasciando aperto un ulteriore fronte politico interno mentre proseguono le trattative internazionali sul futuro del conflitto.