Trump a Davos rilancia l'acquisto della Groenlandia e chiede negoziati immediati
Un discorso lungo e provocatorio a Davos riaccende l’interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia, tra richiami storici, accuse agli alleati e un messaggio diretto alla Danimarca sul futuro dell’isola artica.
Dal palco del World Economic Forum, Donald Trump ha ribadito la volontà degli Stati Uniti di acquisire la Groenlandia, definendola un territorio decisivo per la sicurezza internazionale. Il presidente ha invitato la Danimarca ad avviare rapidamente un confronto, presentando la scelta come un bivio destinato a pesare nei rapporti futuri.
Nel suo intervento, durato quasi 75 minuti, Trump ha escluso l’uso della forza, precisando che la proposta non rappresenta una minaccia nei confronti della Nato. Ha però sottolineato che, a suo giudizio, solo Washington possiede le capacità necessarie per garantire una difesa efficace dell’isola artica.
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Secondo il presidente, la Groenlandia occupa una posizione strategica tra Stati Uniti, Russia e Cina, oggi molto più rilevante rispetto al passato. Da qui la richiesta di avviare negoziati immediati per un passaggio di sovranità che, nelle sue parole, sarebbe vantaggioso anche per l’Europa.
Trump ha rievocato il ruolo americano durante la Seconda guerra mondiale, ricordando l’intervento degli Stati Uniti per proteggere la Groenlandia dopo la rapida resa della Danimarca alla Germania. In quell’occasione, Washington costruì basi militari sull’isola e sostenne costi elevati per la sua difesa.
Dopo la fine del conflitto, ha aggiunto, gli Stati Uniti restituirono il territorio a Copenaghen, una decisione che oggi considera un errore. Il presidente ha definito la Groenlandia un territorio poco popolato ma di enorme valore strategico, destinato a diventare sempre più centrale negli equilibri globali.
Nel suo discorso non sono mancate critiche alla Nato, accusata di aver beneficiato per anni dell’impegno americano senza offrire un contributo proporzionato. Trump ha invitato gli alleati a “fare un passo” e a riconoscere il peso sostenuto dagli Stati Uniti nella difesa comune.
Rivolgendosi direttamente alla Danimarca, il presidente ha citato gli investimenti promessi nel 2019 per la sicurezza della Groenlandia, sostenendo che sia stata spesa solo una minima parte dei fondi annunciati. Da qui la convinzione che soltanto gli Stati Uniti possano garantire la protezione di questo territorio strategico, ribadendo l’urgenza di aprire un tavolo negoziale.