Carney a Davos, il discorso che divide l'Occidente e accende il dibattito globale

A Davos Mark Carney scuote il World Economic Forum con un discorso diretto contro l’unilateralismo, diventando un punto di riferimento per chi chiede una nuova strategia globale. Nella stessa serata, l’intervento americano di Lutnick provoca fischi e tensioni.

carney davos

L’intervento di Mark Carney al World Economic Forum non ha seguito i consueti codici della diplomazia. Il primo ministro canadese ha parlato a una platea affollata ricevendo una standing ovation, raro segnale di consenso in un contesto tradizionalmente prudente.

Il messaggio centrale è stato rivolto alle medie potenze, invitate a costruire alleanze concrete per evitare di restare schiacciate nello scontro tra Stati Uniti e Cina. Secondo Carney, chi non partecipa alle decisioni rischia di subirle.

Leggi anche Sinner agli Australian Open, il look divide: il like di Laila Hasanovic accende il dibattito

Nel suo intervento ha dichiarato superata l’idea di un ordine internazionale basato sulle regole, sostituito da una fase più dura, in cui l’economia viene utilizzata come strumento di pressione attraverso dazi e leve finanziarie.

Per Carney, l’integrazione economica non rappresenta più una garanzia automatica di stabilità. La cooperazione, ha spiegato, deve trasformarsi in capacità di difesa degli interessi comuni, senza nostalgie per equilibri ormai svaniti.

Da qui l’invito a rafforzare un’autonomia strategica europea, considerata indispensabile per non dipendere da scelte altrui. Un passaggio che ha attirato particolare attenzione nelle capitali del continente.

In Francia il discorso è stato letto in continuità con le recenti posizioni di Macron, mentre nel Regno Unito il passato di Carney alla Bank of England ha reso il suo messaggio ancora più significativo nel dibattito post-Brexit.

Negli Stati Uniti, l’intervento è stato interpretato come il riconoscimento della fine della Pax Americana, con un Canada deciso a rivendicare un ruolo più autonomo nello scenario globale.

Sui social, i video del discorso hanno dominato le discussioni, con molti commentatori che hanno sottolineato la chiarezza e l’assenza di formule diplomatiche di circostanza.

Il contrasto è emerso poche ore dopo, quando Howard Lutnick, segretario al commercio statunitense, ha criticato le politiche europee durante una cena ufficiale, scatenando fischi e proteste in sala.

Secondo diversi testimoni, l’atmosfera è diventata rapidamente tesa, con interventi interrotti da contestazioni e un clima definito caotico da più osservatori.

La scena più simbolica è stata l’uscita anticipata di Christine Lagarde dalla sala, gesto interpretato come un segnale evidente delle crescenti fratture nei rapporti transatlantici.