Alessandro Venier ucciso a Gemona, via libera ai funerali dopo sei mesi. La figlia resta in una struttura protetta

Dopo sei mesi di attesa, la Procura di Udine ha autorizzato la sepoltura di Alessandro Venier. Intanto la figlia, che sta per compiere un anno, resta in una struttura protetta in attesa dell’affidamento definitivo.

alessandro venier

È arrivato il nullaosta alla sepoltura per Alessandro Venier, il 35enne ucciso a Gemona, in provincia di Udine. L’autorizzazione è stata firmata dopo la consegna della perizia tossicologica, passaggio necessario per chiudere gli accertamenti medico-legali.

La cerimonia funebre sarà fissata nelle prossime ore. Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, le esequie si terranno a sei mesi esatti dalla morte dell’uomo, avvenuta il 25 luglio scorso all’interno dell’abitazione di famiglia.

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Le indagini hanno ricostruito una vicenda di estrema gravità. La madre, Lorena Venier, ha ammesso che il figlio sarebbe morto in seguito a un’overdose di farmaci, aggravata da un soffocamento. Dopo il decesso, il corpo è stato smembrato e occultato in un contenitore insieme a calce viva.

Per l’omicidio è coinvolta anche la compagna della vittima, Maylin Castro Monsalvo, 31 anni, attualmente detenuta nel carcere di Venezia. La donna è al centro del procedimento penale insieme alla madre di Alessandro.

Resta aperta la questione della figlia della coppia, che in questi giorni compirà un anno. La bambina è ancora ospitata in una struttura protetta, in attesa che si concluda l’iter per l’affidamento ai familiari colombiani della madre.

Le autorità stanno completando le procedure amministrative e giudiziarie necessarie per garantire una sistemazione stabile alla minore, mentre prosegue il percorso giudiziario legato all’omicidio di Alessandro Venier.