Ucraina, domani a Mosca il faccia a faccia tra Putin e Witkoff
Mosca ospiterà un nuovo contatto diplomatico tra Russia e Stati Uniti mentre continuano gli attacchi su entrambi i fronti. Sullo sfondo, vittime civili, droni e segnali incerti di apertura verso un possibile negoziato.
Il presidente russo Vladimir Putin ha inserito in agenda per domani a Mosca un incontro con l’inviato statunitense Steve Witkoff, confermato dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. L’appuntamento arriva dopo le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Witkoff durante il Forum di Davos.
L’inviato americano partirà insieme a Jared Kushner, genero di Donald Trump. Secondo Witkoff, la richiesta di incontro sarebbe arrivata direttamente dalla Russia, un elemento interpretato come un possibile segnale di apertura sul fronte diplomatico.
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“Ho la sensazione che tutti vogliano la pace”, ha affermato Witkoff, spiegando che l’arrivo a Mosca è previsto in tarda serata. Dopo la tappa russa, la delegazione si sposterà negli Emirati Arabi Uniti per una serie di incontri legati ai gruppi di lavoro.
Intanto, sul terreno il conflitto continua a colpire le popolazioni civili. Nella notte, due persone sono morte e una donna è rimasta ferita a Kryvyj Rih, nell’Ucraina centrale, in seguito a bombardamenti russi con missili e droni che hanno danneggiato diversi edifici.
Le vittime sono un uomo di 77 anni e una donna di 72, mentre una 53enne è stata ricoverata. La città, luogo di nascita del presidente Volodymyr Zelensky e polo strategico dell’industria del ferro, si trova a circa 80 chilometri dalla linea del fronte ed è da tempo bersaglio ricorrente degli attacchi.
Anche in Russia si registrano conseguenze di incursioni notturne. Nella Repubblica di Adighezia, un attacco con droni ucraini ha provocato un incendio in un complesso residenziale e in un parcheggio nel distretto di Takhtamukajskij, vicino a Krasnodar.
Il bilancio provvisorio parla di undici feriti, nove dei quali ricoverati in ospedale, tra cui due bambini. Kiev rivendica di colpire soprattutto le infrastrutture energetiche, considerate una delle principali fonti di finanziamento per l’offensiva militare russa.