Flora Tabanelli, stop forzato e sogno olimpico: la corsa verso Milano Cortina
A 18 anni Flora Tabanelli affronta l’infortunio al ginocchio con determinazione, senza perdere di vista Milano Cortina 2026. Tra vittorie, famiglia e studio, la giovane regina del freestyle racconta un percorso fatto di sacrifici, sogni e resilienza.
Flora Tabanelli ha solo 18 anni, ma la maturità con cui affronta la lesione al legamento crociato del ginocchio racconta molto più della sua età. L’infortunio è arrivato in un momento delicato, dopo una stagione straordinaria chiusa con la Coppa del Mondo generale, l’oro mondiale nel big air e il trionfo agli X-Games.
Il dolore per lo stop è evidente, ma non cancella la motivazione. L’obiettivo resta chiaro: tornare competitiva in tempo per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, con la consapevolezza che il percorso di recupero impone pazienza e costanza.
Leggi anche Arena Santa Giulia e Milano Cortina 2026: il test event accelera la corsa olimpica
L’idea di gareggiare in casa porta con sé emozioni contrastanti. Da un lato la pressione, dall’altro l’energia di Livigno, luogo simbolo della sua crescita sportiva. Per Flora, competere lì significa ritrovare radici, affetti e un senso profondo di appartenenza.
Nel periodo più difficile, la famiglia ha rappresentato un punto fermo. Il fratello Miro, compagno di allenamenti e di sogni, è stato una presenza fondamentale, capace di infondere forza e lucidità nei momenti di maggiore fatica. Accanto a lui, i genitori hanno continuato a offrire sostegno costante e incoraggiamento.
Il calore non è arrivato solo da casa. Messaggi di stima da colleghe di Coppa del Mondo, amici e istituzioni sportive hanno contribuito a creare un clima di fiducia. Anche il supporto delle strutture federali, dell’Esercito, di Livigno e del team Red Bull ha avuto un ruolo decisivo nel percorso di recupero.
Essere considerata una delle atlete italiane più attese ai Giochi non è semplice. Flora preferisce gestire le aspettative concentrandosi sul presente, affrontando ogni giornata come una tappa autonoma, senza proiettarsi troppo avanti.
Ripensando alla stagione appena conclusa, la sorpresa è ancora forte. L’obiettivo iniziale era limitarsi a dare il massimo in ogni gara. Il risultato finale ha superato ogni previsione, trasformando un percorso di crescita in una cavalcata vincente.
La chiave, secondo lei, è stata la leggerezza mentale. Senza pressioni e con margini di errore accettati, ha potuto costruire sicurezza gara dopo gara, in un contesto che le ha permesso di esprimersi con naturalezza.
La passione per il freestyle nasce lontano dalle grandi piste, sull’Appennino Modenese. Figlia di gestori di un rifugio, Flora ha vissuto la neve come un gioco quotidiano. Prima lo sci alpino, poi altre discipline artistiche, fino all’incontro con il freestyle, favorito proprio dal fratello.
Il futuro, però, non è fatto solo di sport. Flora guarda anche alla scuola, forte di una borsa di studio del Comitato Olimpico Internazionale. La maturità al liceo artistico è il prossimo traguardo, con l’idea di proseguire poi all’università, magari seguendo la passione per la matematica.
Tra i modelli che l’hanno ispirata, un nome su tutti: Alberto Tomba. Un riferimento familiare, legato a ricordi personali e a video rivisti più volte, simbolo di carisma, determinazione e personalità sportiva.