Trump e l'Air Force One: guasti, critiche e un futuro ancora incerto
Un nuovo inconveniente tecnico riaccende lo scontro tra Donald Trump e l’Air Force One, tra critiche alla flotta presidenziale, soluzioni temporanee controverse e ritardi miliardari nel programma di sostituzione.
Il recente problema elettrico che ha interrotto il volo presidenziale diretto a Davos ha riportato sotto i riflettori il rapporto complicato tra Donald Trump e l’Air Force One. Durante il tragitto, un breve blackout ha coinvolto anche l’area stampa, spingendo l’equipaggio a rientrare alla base per prudenza operativa.
L’episodio non ha causato feriti né situazioni di emergenza, ma ha imposto un cambio di velivolo. Dopo oltre due ore di attesa, il presidente ha proseguito il viaggio su un C-32, versione modificata del Boeing 757 normalmente utilizzata dal vicepresidente e dalla First Lady.
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Trump non ha mai nascosto la sua insoddisfazione verso i due VC-25A in servizio da oltre trent’anni. Più volte li ha definiti datati e poco rappresentativi del peso internazionale degli Stati Uniti, sottolineando come altri leader dispongano di aerei più moderni e visivamente più imponenti.
Non si tratta di un caso isolato. Anche durante una visita ufficiale nel Regno Unito, un guasto idraulico aveva costretto il presidente e Melania Trump a ricorrere a un elicottero di supporto, alimentando le critiche sulle condizioni della flotta presidenziale e sui costi di manutenzione.
In attesa dei nuovi VC-25B, previsti non prima del 2028, Trump ha accettato un Boeing 747-8 di lusso proveniente dal Qatar come soluzione provvisoria. Il velivolo è attualmente sottoposto a un complesso retrofit per integrare sistemi di sicurezza, comunicazioni e difesa, con una spesa stimata in centinaia di milioni di dollari.
Il programma di sostituzione ufficiale ha superato i cinque miliardi di dollari, ben oltre le previsioni iniziali. L’Aeronautica statunitense prevede di rendere operativo il primo nuovo aereo a metà 2028, mentre il secondo seguirà in un secondo momento.
La scelta del jet qatariota ha però sollevato polemiche trasversali su sicurezza, trasparenza e possibili implicazioni costituzionali. Trump ha replicato definendo il dono un gesto di buona fede e sostenendo che rifiutarlo sarebbe stato illogico. Intanto, tra i giornalisti al seguito, la portavoce Karoline Leavitt ha ironizzato sul fatto che l’aereo “suona decisamente meglio” rispetto a quello appena lasciato.