Gaza, Netanyahu entra nel Board of Peace di Trump: tensioni con Francia e dubbi russi
Netanyahu entra nel Board of Peace promosso da Trump per Gaza, mentre l’iniziativa divide alleati e potenze globali. Tra adesioni, rifiuti e minacce di dazi, il progetto apre un nuovo fronte diplomatico.
Benjamin Netanyahu ha confermato l’adesione di Israele al Board of Peace per Gaza, organismo promosso da Donald Trump con l’obiettivo di riorganizzare la gestione internazionale del conflitto. L’annuncio è arrivato tramite una nota ufficiale dell’ufficio del premier israeliano.
Con l’ingresso di Israele, il consiglio riunisce ora Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam. Trump ha presentato il progetto come una possibile alternativa alle Nazioni Unite, ritenute inefficaci nel prevenire e risolvere le guerre.
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Durante una conferenza alla Casa Bianca, il presidente statunitense ha ribadito che l’Onu non avrebbe mai espresso appieno il proprio potenziale. Ha sostenuto che molte crisi internazionali sarebbero state risolte direttamente dalla sua amministrazione, senza un reale contributo dell’organizzazione.
Il clima si è irrigidito con la Francia dopo il rifiuto di Emmanuel Macron di partecipare al Board of Peace. Trump ha reagito annunciando la possibilità di imporre dazi del 200% su vini e champagne francesi, affermando che Parigi sarebbe comunque costretta a riconsiderare la propria posizione.
L’Eliseo, tramite fonti dell’entourage presidenziale, ha chiarito che al momento la Francia non intende aderire all’iniziativa, senza però chiudere definitivamente la porta a futuri confronti.
Anche la Russia mantiene un atteggiamento prudente. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato che Mosca non dispone ancora di informazioni complete sul progetto e attende chiarimenti nei prossimi contatti con la parte americana.
Peskov ha sottolineato che restano aperti diversi interrogativi, tra cui l’effettiva portata geografica del consiglio e il possibile coinvolgimento dello Stato dell’Unione tra Russia e Bielorussia, entrambi invitati a valutare l’adesione al nuovo organismo.
Secondo il Cremlino, solo dopo aver ricevuto risposte precise sarà possibile esprimere una posizione definitiva sul ruolo e sulle finalità del Board of Peace per Gaza.