Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, la telefonata che riporta Marco Accetti sotto i riflettori
Una telefonata del 1997 riporta Marco Accetti al centro dei casi Orlandi e Gregori. Parole rimaste in ombra per anni ora entrano nel lavoro della Commissione parlamentare, tra dubbi sull’attendibilità e nuovi interrogativi investigativi.
Una conversazione telefonica del 4 aprile 1997 torna a pesare nelle indagini sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. A parlare con Marco Accetti è la compagna dell’epoca, Ornella Carnazza, che durante un acceso litigio lo minaccia di raccontare ciò che, a suo dire, lui avrebbe fatto con Emanuela.
Le parole della donna sono dirette e allusive. Accetti reagisce cercando di interrompere il discorso, mentre la tensione cresce. All’epoca il fotografo romano era già noto alle forze dell’ordine per un’altra vicenda legata a un minore, ma quella chiamata non venne subito considerata centrale.
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Solo anni dopo, quando Accetti si presenterà in Procura autoaccusandosi del sequestro delle due ragazze, quel dialogo telefonico assumerà un nuovo valore investigativo. Un passaggio che oggi la Commissione parlamentare è chiamata a valutare con attenzione.
La Commissione bicamerale sulle scomparse di Orlandi e Gregori ha fissato le audizioni: prima Ornella Carnazza, poi lo stesso Accetti. La decisione non è stata unanime, perché l’attendibilità dell’uomo è stata più volte messa in discussione anche dalla Procura di Roma.
Il nodo resta proprio questo: capire se la testimonianza di Accetti possa offrire elementi concreti o se rientri in una lunga serie di versioni contraddittorie. La convocazione potrà avvenire in forma pubblica o riservata, scelta che verrà definita a ridosso dell’audizione.
Marco Accetti è entrato ufficialmente nel caso nel 2013, quando si è dichiarato coinvolto nella vicenda. Da allora, alcuni dettagli hanno attirato l’attenzione degli inquirenti, tra cui la possibile compatibilità della sua voce con quella dell’“Americano”, autore delle telefonate di rivendicazione del 1983.
Accetti ha inoltre dimostrato di conoscere contenuti di messaggi mai diffusi pubblicamente e gli viene attribuita la voce presente nella cosiddetta cassetta delle sevizie. Ha consegnato anche un flauto ritenuto compatibile con quello di Emanuela, senza però una conferma scientifica definitiva.
Elementi che, presi singolarmente, non hanno mai portato a una svolta, ma che nel loro insieme continuano ad alimentare interrogativi. La telefonata del 1997 si inserisce ora in questo mosaico incompleto, destinato a essere nuovamente analizzato dalla Commissione.