Groenlandia, Trump rilancia: dazi al 200% alla Francia e pressioni sull'Europa

La tensione tra Stati Uniti ed Europa sale dopo le nuove minacce commerciali di Donald Trump, tra dazi, messaggi privati pubblicati online e il dossier Groenlandia che torna al centro del confronto geopolitico.

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Donald Trump torna a scuotere i rapporti con l’Europa annunciando possibili dazi al 200% su vini e champagne francesi. Il presidente Usa ha collegato la minaccia al rifiuto di Emmanuel Macron di aderire al Board of Peace per Gaza, sostenendo che Parigi finirà comunque per cambiare posizione.

Secondo Trump, il presidente francese avrebbe i mesi contati politicamente e non rappresenterebbe un vero ostacolo. Le sue dichiarazioni, rilasciate in Florida, hanno avuto toni sprezzanti e sono state accompagnate da nuovi attacchi personali nei confronti del leader dell’Eliseo.

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Nelle stesse ore, Trump ha confermato di aver invitato anche Vladimir Putin a entrare nel Board, ribadendo l’intenzione di coinvolgere attori chiave nei principali dossier internazionali, dal Medio Oriente all’Europa orientale.

Su Truth Social, il presidente americano ha poi pubblicato presunti screenshot di un messaggio privato attribuito a Macron. Nel testo, il capo dell’Eliseo si sarebbe detto allineato su Siria e Iran, ma perplesso sulle mosse statunitensi sulla Groenlandia.

Nel messaggio condiviso, Macron avrebbe proposto un incontro del G7 a Parigi dopo Davos, con la presenza di rappresentanti ucraini, danesi, siriani e russi, oltre a una cena ufficiale con Trump prima del suo rientro negli Stati Uniti.

Trump ha ribadito che la Groenlandia resta un obiettivo strategico irrinunciabile. A suo giudizio, i governi europei finiranno per accettare il piano americano, perché l’isola artica viene considerata decisiva per la sicurezza globale.

Il presidente ha inoltre riferito di aver avuto una telefonata definita “ottima” con il segretario generale della Nato Mark Rutte, anticipando incontri con più delegazioni durante il World Economic Forum di Davos.

Anche in questo caso, Trump ha pubblicato messaggi che attribuisce a Rutte, nei quali il numero uno della Nato avrebbe elogiato le iniziative americane in Siria, Gaza e Ucraina, dichiarandosi impegnato a trovare una soluzione condivisa sul dossier groenlandese.

Interpellato dai giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha definito il vertice di Davos “molto interessante”, lasciando intendere che potrebbero emergere sviluppi significativi proprio sulla Groenlandia.

Nel corso della giornata, il presidente americano è tornato anche sul mancato Nobel per la pace, criticando il comitato che assegna il premio e ricordando il sostegno ricevuto dalla leader venezuelana Maria Corina Machado, che gli ha consegnato una medaglia simbolica.

Da Parigi è arrivata una reazione netta: le minacce sui dazi sono state definite inaccettabili e inefficaci. L’entourage di Macron ha confermato di aver preso atto delle dichiarazioni di Trump, senza però minimizzarne la portata.

Nel frattempo, l’Unione Europea lavora a una strategia comune dopo l’annuncio di nuovi dazi Usa, previsti dal primo febbraio, contro i Paesi europei che hanno inviato militari in Groenlandia.

Germania, Svezia, Francia, Norvegia, Olanda e Finlandia hanno infatti dispiegato piccoli contingenti sull’isola, numericamente molto inferiori ai circa 200 soldati americani presenti nella base di Pituffik.

A Bruxelles, i ministri delle Finanze di Francia e Germania hanno mostrato una posizione compatta, affermando che l’Ue deve essere pronta a utilizzare tutti gli strumenti disponibili, compreso lo strumento anticoercizione.

Secondo Roland Lescure, l’Europa deve dimostrare di poter reagire con dazi, accordi commerciali e contromisure mirate. Lars Klingbeil ha parlato di un ampio ventaglio di opzioni già allo studio.

Lo strumento anticoercizione, creato nel 2023, consente all’Ue di adottare misure economiche contro Paesi che esercitano pressioni commerciali su uno Stato membro, includendo restrizioni su servizi, investimenti e appalti pubblici.

La Commissione europea ha però chiarito che l’obiettivo principale resta il dialogo con Washington, per evitare un’escalation che potrebbe compromettere l’accordo Ue-Usa firmato la scorsa estate e attualmente bloccato in Parlamento.

Non tutti i Paesi europei sostengono una linea dura. Il commissario Valdis Dombrovskis ha ricordato che la relazione transatlantica è la più importante al mondo e che entrambe le parti avrebbero molto da perdere da uno scontro commerciale.

Anche la Lituania ha invitato alla prudenza, giudicando prematuro persino discutere l’attivazione dello strumento anticoercizione, suggerendo di valutare prima misure meno drastiche.

Giovedì sera, i leader dell’Ue si riuniranno a Bruxelles per un Consiglio Europeo straordinario, con l’obiettivo di trovare una risposta unitaria alle pressioni e alle minacce provenienti dagli Stati Uniti.