Garlasco, nuovo scontro tra i legali di Stasi e la famiglia Poggi sul movente

Il delitto di Garlasco torna a dividere. Le nuove perizie richieste riaccendono il confronto tra la difesa di Alberto Stasi e i legali della famiglia Poggi, mentre l’indagine riaperta alimenta tensioni e interpretazioni opposte.

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Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi continua a generare contrapposizioni. A distanza di 18 anni, la difesa di Alberto Stasi contesta con decisione i nuovi accertamenti sollecitati dai familiari della vittima, sostenendo che una recente perizia individuerebbe un possibile movente rimasto finora in ombra.

Dall’altra parte, i legali della famiglia Poggi ribadiscono che approfondire ogni elemento è un passaggio «doveroso», soprattutto in vista di un eventuale giudizio di revisione della condanna che ha portato l’ex fidanzato della ragazza a scontare 16 anni di carcere per l’omicidio.

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Nel frattempo, la strategia difensiva di Stasi registra un cambio di passo. I suoi avvocati sottolineano come non vi siano conferme sull’accesso ai file informatici la sera precedente al delitto, un dettaglio che in passato aveva alimentato sospetti e ricostruzioni alternative.

La riapertura dell’indagine da parte della procura di Pavia, per la quale è attesa una proroga, ha riportato il delitto di Garlasco al centro dell’attenzione. Gli inquirenti hanno formulato nuove ipotesi, chiamando in causa Andrea Sempio e proponendo una diversa lettura degli eventi.

A sostenere con costanza l’innocenza di Stasi c’è Giada Bocellari, mentre sul fronte opposto resta centrale la posizione dell’avvocato Gian Luigi Tizzoni, storico legale dei genitori di Chiara. Le due linee difensive continuano a muoversi su piani contrapposti, senza punti di contatto.

Per la famiglia Poggi, coinvolta nuovamente insieme al figlio Marco, il ritorno mediatico del caso rappresenta la riapertura di una ferita mai rimarginata. I familiari rivendicano il diritto all’oblio, ma si trovano ancora una volta al centro di una vicenda giudiziaria che non sembra trovare una parola definitiva.