Groenlandia, Ue pronta a reagire ai dazi di Trump e la Danimarca chiama in causa la Nato
Le tensioni sulla Groenlandia riaccendono il confronto tra Stati Uniti, Unione europea e Nato. Tra dazi, dichiarazioni incendiarie e iniziative diplomatiche, Bruxelles e Copenaghen cercano una linea comune per difendere sovranità e stabilità.
Donald Trump torna a spingere sull’ipotesi di un controllo statunitense sulla Groenlandia, legando la questione alla sicurezza globale. Il presidente americano sostiene che senza una presenza Usa sull’isola l’equilibrio internazionale sarebbe compromesso, aprendo un nuovo fronte di tensione con Europa e alleati.
Nella stessa giornata, Trump annuncia l’intenzione di introdurre dazi a partire dal primo febbraio contro i Paesi che hanno inviato militari in Groenlandia. In parallelo, rilancia una linea politica in cui la pace non viene più indicata come priorità assoluta delle sue azioni, alimentando l’incertezza sui rapporti transatlantici.
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A Bruxelles, la Commissione europea valuta le contromisure. Il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis chiarisce che l’Unione è pronta a reagire sul piano commerciale, ma anche a cercare una soluzione attraverso un dialogo costruttivo, fondato sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati membri.
Secondo Dombrovskis, tutti gli strumenti restano sul tavolo, con l’obiettivo di tutelare gli interessi europei senza chiudere la porta a un’intesa con Washington. Il messaggio dell’Ue punta a un equilibrio tra fermezza e disponibilità al confronto.
Il dibattito si estende anche alla Nato. Trump rivendica di aver fatto più di chiunque altro per l’Alleanza atlantica e chiede ora un ritorno concreto a favore degli Stati Uniti. Le sue parole spingono la Danimarca a proporre una missione di ricognizione in Groenlandia sotto l’ombrello Nato.
L’iniziativa nasce dal ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, dopo un incontro con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e con la ministra degli Esteri groenlandese, Vivian Motzfeldt. La proposta mira a definire un quadro operativo condiviso per la presenza e il monitoraggio nell’area.
Poulsen spiega che l’Alleanza ha preso atto della proposta e che ora si lavora per trasformarla in un piano concreto. L’obiettivo è rafforzare la cooperazione e rendere più chiara la posizione dei Paesi coinvolti sul futuro della Groenlandia.
Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, sottolinea che Copenaghen intende dimostrare a Trump che la pressione politica non è uno strumento accettabile per ottenere risultati. Per la Danimarca, la difesa di sovranità e integrità territoriale resta un principio non negoziabile.
Negli ultimi giorni, Danimarca e Groenlandia avevano concordato con gli Stati Uniti la creazione di un gruppo di lavoro per spostare il confronto dai social media a un tavolo negoziale. Un approccio definito pragmatico, pensato per affrontare le divergenze in modo diretto e costruttivo.
Rasmussen, però, osserva che le recenti dichiarazioni del presidente americano hanno messo in discussione quel percorso. Per il ministro, il riferimento al diritto internazionale resta fondamentale per chiarire che la linea di Washington non può proseguire senza conseguenze.
Nel frattempo, il Comando di Difesa Aerospaziale Nordamericano annuncia l’arrivo imminente di aerei militari alla base spaziale di Pituffik, in Groenlandia, per attività pianificate da tempo. Le operazioni rientrano nella cooperazione tra Stati Uniti, Canada e Regno di Danimarca.
Secondo il Norad, le missioni sono state coordinate con le autorità danesi e con il governo groenlandese, con tutte le necessarie autorizzazioni diplomatiche. Le attività si inseriscono nelle operazioni regolari di difesa del Nord America, che coinvolgono Alaska, Canada e Stati Uniti continentali.