Baby gang nelle stazioni: rapine, violenze e arresti tra Milano, Sondrio e Napoli

Aggressioni organizzate, minacce con coltelli e ricatti successivi: un gruppo di giovanissimi ha trasformato stazioni e treni in luoghi di paura, colpendo coetanei con un metodo ripetuto e violento.

baby gang

Agivano in due, con il volto coperto, scegliendo ragazzi più giovani da colpire mentre attendevano un treno o si trovavano sui convogli. Le indagini hanno ricostruito un sistema di rapine organizzate che ha portato il Tribunale per i minorenni di Milano a disporre misure cautelari nei confronti di cinque adolescenti.

L’ordinanza è stata eseguita il 12 gennaio dai carabinieri delle compagnie di Chiavenna e Sondrio, con il supporto dei militari di Pesaro. Tre dei giovani sono stati condotti in carcere, mentre per altri due è stato disposto l’inserimento in comunità. Un sesto ragazzo è stato invece sottoposto all’obbligo di permanenza presso l’abitazione familiare.

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Nell’inchiesta è finito anche un complice di 19 anni, inizialmente irreperibile e rintracciato a Napoli. L’arresto è avvenuto il 17 gennaio grazie all’intervento della Polfer. Oltre ai fatti commessi insieme ai minorenni, il giovane dovrà rispondere anche di tentata estorsione.

Secondo gli investigatori, il gruppo – formato da quattro ragazzi e due ragazze – sarebbe responsabile di almeno quattro episodi tra rapine e tentativi di rapina avvenuti tra ottobre e novembre 2025. Le aggressioni si sono verificate nelle stazioni ferroviarie, nelle aree circostanti e, in un caso, direttamente a bordo di un treno. Le vittime erano quasi sempre minorenni in attesa di incontrare amici o di partire.

Il metodo era sempre simile: accerchiamento, presa fisica per immobilizzare la vittima e minacce con coltelli per annullare ogni possibilità di reazione. In questo modo i ragazzi venivano costretti a consegnare denaro, telefoni cellulari e capi di abbigliamento, in un clima di intimidazione sistematica.

L’episodio più violento risale al 9 novembre. Un sedicenne è stato attirato nel bagno della stazione con la scusa di una compravendita. Una volta isolato, è stato colpito ripetutamente al volto, riportando la frattura del naso. Durante l’aggressione gli è stato strappato anche un orecchino, provocando una ferita al lobo.

Dopo avergli sottratto contanti e una felpa, i responsabili lo hanno costretto a restare chiuso nel bagno per diversi minuti. Per impedirgli di chiedere aiuto, gli hanno tolto il telefono, rimosso la scheda Sim e gettato il dispositivo a terra. Il giorno seguente la vittima è stata contattata su WhatsApp con nuove richieste di denaro e ulteriori minacce.

Nel corso di un successivo controllo, alcuni dei giovani destinatari delle misure cautelari hanno anche opposto resistenza fisica ai carabinieri della stazione di Chiavenna. Questo comportamento ha aggravato ulteriormente la loro posizione, rafforzando il quadro di violenza reiterata emerso dalle indagini.