Caso Garlasco, la difesa di Stasi contesta le analisi informatiche e prepara nuovi accertamenti

La difesa di Alberto Stasi contesta i nuovi rilievi informatici legati al delitto di Garlasco e annuncia ulteriori verifiche sui computer coinvolti, ritenendo non attendibili alcune ricostruzioni diffuse dai consulenti della famiglia Poggi.

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Gli avvocati di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, hanno preso posizione contro i recenti approfondimenti informatici diffusi dai consulenti della famiglia della vittima. Secondo la difesa, le ipotesi avanzate sull’utilizzo del computer dell’imputato alla vigilia del delitto non avrebbero alcuna reale incidenza sul quadro processuale.

In particolare, viene messo in discussione il presunto accesso alla cartella denominata “Militare” nella serata del 12 agosto 2007. Per i legali, questo elemento sarebbe privo di rilievo e, in ogni caso, andrebbe valutato con estrema cautela, considerando il rapporto tra Stasi e Chiara Poggi e le conclusioni già raggiunte in precedenti accertamenti tecnici.

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La difesa ha inoltre affidato a un proprio consulente informatico una nuova serie di verifiche, con attenzione specifica a un presunto accesso al file della tesi universitaria in una finestra temporale compresa tra le 22.09 e le 22.14. Dai primi riscontri, spiegano i legali, i dati diffusi dalla controparte non troverebbero conferma e risulterebbero in contrasto con quanto già stabilito in una perizia precedente.

Al termine delle analisi, gli avvocati fanno sapere che valuteranno tutte le iniziative necessarie per tutelare i diritti del loro assistito, compresa la possibilità di depositare i risultati nelle sedi competenti. L’obiettivo dichiarato è quello di chiarire in modo definitivo ogni aspetto ancora controverso legato alle ricostruzioni informatiche.

La strategia difensiva prevede ora di estendere l’analisi forense anche al computer della vittima, ritenuto centrale per le nuove indagini. Secondo la difesa, se dovesse essere promosso un incidente probatorio, questo dovrebbe riguardare proprio quel dispositivo e non quello di Stasi, già sottoposto in passato a numerose consulenze e a due perizie formali, tutte agli atti del processo sul delitto di Garlasco.