Omicidio Sharon Verzeni, sentenza rinviata: il nuovo legale di Sangare evidenzia punti critici

La Corte d’Assise di Bergamo rinvia al 25 febbraio la sentenza per l’omicidio di Sharon Verzeni. Il nuovo legale di Moussa Sangare chiede tempo per studiare gli atti e parla di elementi critici nella ricostruzione.

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La decisione di rinviare la sentenza nel processo a carico di Moussa Sangare è arrivata al termine dell’ultima udienza davanti alla Corte d’Assise di Bergamo. Il verdetto sul caso dell’omicidio pluriaggravato di Sharon Verzeni sarà pronunciato il 25 febbraio.

Il rinvio è stato disposto dopo la richiesta del nuovo difensore dell’imputato, Tiziana Bacicca, subentrata quando l’istruttoria era già conclusa. L’avvocata ha invocato i termini a difesa per poter analizzare un fascicolo definito particolarmente complesso. Il pubblico ministero Emanuele Marchisio, che ha chiesto l’ergastolo, non ha presentato opposizioni.

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Secondo Bacicca, esistono elementi che non coincidono con la versione accusatoria. Il tempo ristretto a disposizione non le ha consentito di valutare in modo approfondito tutte le prove raccolte sull’uccisione della 33enne, colpita a coltellate a Terno d’Isola nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024.

Il rinvio viene considerato una garanzia procedurale per il diritto di difesa. Nella prossima udienza, il legale potrà replicare alle eventuali osservazioni dell’accusa e valutare il deposito di una memoria difensiva.

Sangare, 31 anni, aveva inizialmente ammesso le proprie responsabilità durante il fermo e davanti al giudice per le indagini preliminari. In seguito, nel corso del processo, ha cambiato versione proclamandosi innocente, scelta che ha reso necessario un nuovo assetto difensivo.

Il difensore ha raccontato di aver trovato l’imputato visibilmente provato, sia durante il primo colloquio nel carcere di San Vittore sia in aula. La consapevolezza della richiesta di ergastolo avrebbe inciso sul suo stato d’animo e sulla decisione di confermare una linea difensiva improntata alla negazione delle accuse.

La legale ha spiegato di dover ancora approfondire l’intero materiale processuale per individuare la reale dinamica dei fatti, ribadendo però la presenza di aspetti che, a suo avviso, non risultano pienamente coerenti con la ricostruzione dell’accusa.

Il cambio di avvocato è avvenuto dopo la requisitoria del precedente difensore, Giacomo Maj. Sangare non avrebbe espresso critiche nei suoi confronti, ma avrebbe manifestato difficoltà nel comprendere la parte finale della discussione, incentrata soprattutto sulla quantificazione della pena.

Di segno opposto la posizione dell’avvocato della famiglia Verzeni e del compagno della vittima, Sergio Ruocco. Per il legale, la responsabilità dell’imputato resta pienamente confermata, così come la premeditazione e la futilità del movente.

I familiari di Sharon e il compagno non erano presenti in aula, prevedendo l’ipotesi del rinvio. Il loro rappresentante ha chiarito che l’assenza non è legata ad altre motivazioni e che il differimento della sentenza non incide sul dolore quotidiano per la perdita della giovane donna.