Coltellata al cuore a Bovisio Masciago, Stella Boggio a processo per l'omicidio del compagno

Il processo per la morte di Marco Magagna entra nel vivo: Stella Boggio, 34 anni, imputata per omicidio volontario, sostiene di aver agito per difendersi. In gioco c’è l’ergastolo e la ricostruzione di una relazione segnata da violenze.

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Mercoledì la Corte d’Assise di Monza aprirà la fase centrale del procedimento contro Stella Boggio, interior designer di 34 anni e madre di un bambino. La donna è accusata di aver ucciso il compagno, Marco Magagna, 38 anni, con una coltellata al cuore nella notte del 6 gennaio 2025.

L’episodio è avvenuto nella mansarda di Bovisio Masciago, dove la coppia conviveva. Secondo la ricostruzione, la tragedia è maturata al termine di un litigio degenerato in pochi istanti, con un colpo che ha raggiunto il torace dell’uomo provocandone la morte.

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L’imputazione è di omicidio volontario aggravato dal rapporto di convivenza, una contestazione che espone Boggio alla pena dell’ergastolo. I suoi avvocati, Manuel Messina e Tatiana Enrica Morosetti, puntano sulla legittima difesa, sostenendo che la donna abbia reagito a un’aggressione e senza l’intenzione di uccidere.

In alternativa, la difesa mira a una riqualificazione del reato e alla possibilità di accedere al rito abbreviato, finora escluso proprio per la presenza dell’aggravante. A rappresentare i familiari della vittima, costituiti parte civile, sono i legali Marco Deluca e Nicole Granelli.

Il pubblico ministero Alessio Rinaldi, titolare dell’inchiesta, dovrà invece sostenere in aula la tesi dell’accusa. La Procura ritiene che vi sia stato dolo, sottolineando la sproporzione tra l’aggressione denunciata e l’uso del coltello.

Stella Boggio ha sempre affermato: «Mi sono difesa, non volevo ucciderlo». In una fase iniziale, il gip aveva ipotizzato l’eccesso colposo di legittima difesa, disponendo i domiciliari presso l’abitazione dei genitori della donna.

Questa interpretazione non è stata condivisa dalla Procura né dal Tribunale del Riesame, che ha però confermato la misura cautelare meno restrittiva. Gli atti descrivono una relazione segnata da gelosia e violenze reciproche, con precedenti ferite riportate da entrambi.

Marco Magagna era stato curato in passato per una coltellata alla mano senza presentare denuncia. Stella, in più occasioni, si era allontanata da casa di notte, spaventata dai comportamenti del compagno. Il processo dovrà ora chiarire il confine tra reazione e responsabilità penale.