Ucciso a scuola dal compagno, la verità della fidanzata di Atif sulla morte di Abanoub

«Sono la ragazza per cui un ragazzo ha perso la vita»: il racconto dell’ex fidanzata di Zouhair Atif ricostruisce il contesto dell’omicidio di Abanoub Youssef, tra paure ignorate, gelosie e un movente nato da una foto d’infanzia.

ucciso scuola

«Sono la ragazza per cui un ragazzo ha perso la vita». Con questa frase l’ex fidanzata di Zouhair Atif racconta pubblicamente l’omicidio di Abanoub Youssef, detto Aba, affidando ai social e poi ai media una testimonianza segnata da dolore, smarrimento e bisogno di chiarezza.

La giovane spiega di essere già stata ascoltata dagli investigatori e di essere pronta a collaborare ancora. Invita chiunque abbia informazioni a farsi avanti, respingendo ogni ipotesi di complicità e chiedendo rispetto, senza ricostruzioni fantasiose o giudizi affrettati.

Leggi anche Tragedia di Nora Jlassi, 15 anni: la madre chiede giustizia e verità sulla morte della figlia

Secondo le prime ricostruzioni, il movente sarebbe legato a una fotografia risalente alla terza elementare, in cui lei e Aba comparivano da bambini. «Una banalità», la definisce, spiegando di aver sempre cercato di evitare tensioni e di aver sottovalutato i segnali, convinta che le sue paure fossero eccessive.

In queste ore è circolata anche la notizia di un selfie creato con l’intelligenza artificiale insieme ad Aba. La ragazza chiarisce di non aver mai avuto immagini recenti con lui, precisando che quel contenuto non rappresentava un legame attuale.

Parlando di Atif, racconta un ragazzo educato, amante della lettura e della poesia, capace di ringraziare i professori a fine lezione e di mostrarsi generoso. Accanto a questo lato, però, emergeva una rabbia che lei interpretava come gelosia. «Aveva un lato oscuro», ammette, ricordando le sue letture e alcune ideologie che sembravano influenzarlo.

Non avevano foto insieme perché lui preferiva restare nell’ombra, chiedendo spesso di coprirsi il volto. Lei credeva di aiutarlo a cambiare, notando piccoli progressi, fino al momento in cui ha smesso di riconoscerlo. Oggi racconta la paura per le possibili conseguenze sulla sua famiglia e la difficoltà di uscire di casa, mentre promette di continuare a chiedere verità per Aba e per i suoi cari.