Azzurra Breda, 12 anni, stroncata da una polmonite fulminante: Sant'Angelo in silenzio per l'ultimo saluto

Il paese si è fermato per l’addio ad Azzurra Breda, morta a 12 anni per una polmonite fulminante. Un funerale carico di silenzio, abbracci e parole che hanno raccontato la dolcezza di una ragazza amata da tutti.

azzurra breda

Un silenzio compatto ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa parrocchiale di Sant’Angelo di Piove di Sacco. Le parole del parroco, «Piccola Azzurra, vai in pace», hanno chiuso una cerimonia segnata da un dolore composto e condiviso da un’intera comunità.

Circa mille persone hanno riempito la chiesa e gli spazi adiacenti. I compagni di classe, con in mano palloncini bianchi, li hanno lasciati volare verso il cielo prima di stringersi attorno alla bara e ai genitori in un abbraccio collettivo, senza rumore, senza parole.

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Azzurra Breda è morta nel pomeriggio dell’ultimo giorno del 2025, a soli dodici anni, per gli effetti devastanti di una polmonite fulminante contratta pochi giorni prima. La notizia ha attraversato il paese come un colpo improvviso, lasciando incredulità e sgomento.

Per il giorno delle esequie era stato proclamato il lutto cittadino. Le serrande abbassate dei negozi, i rintocchi lenti della campana maggiore e le strade quasi vuote hanno restituito l’immagine di un paese sospeso, raccolto attorno al dolore della famiglia Breda.

La messa, introdotta dalle note di “Fratello Sole e Sorella Luna”, è stata presieduta da don Enrico Piccolo, insieme ad altri sacerdoti delle parrocchie vicine. In chiesa, fiori bianchi ovunque e l’invito dei familiari a trasformare il ricordo in un gesto concreto, con offerte destinate alla scuola materna parrocchiale.

Nell’omelia, don Enrico ha richiamato le letture dell’Epifania, mettendo in parallelo la grotta di Betlemme e il sepolcro vuoto dopo la crocifissione. Davanti ai fedeli ha mostrato un cesto, spiegando il significato degli oggetti che vi erano contenuti.

Dentro c’erano uno spartito musicale, una scatola di colori, la maglietta del gruppo di danza e uno scialle azzurro, simboli delle passioni e della sensibilità di Azzurra. Tra quegli oggetti, anche un pezzo di pane, lo stesso ricevuto alla prima comunione e alla cresima.

Quel pane, ha detto il parroco, rappresenta il legame che continua oltre la separazione, un segno di comunione che permette di sentirsi ancora accompagnati lungo i sentieri della vita.

Al termine della liturgia, prima dell’ultimo saluto alla bara, si sono alternati i ricordi dei cugini, degli educatori di Azione Cattolica, delle insegnanti di musica e di danza, ciascuno con parole semplici e cariche di affetto.

Il sindaco Guido Carlin ha sottolineato il significato del lutto cittadino come gesto di vicinanza reale e non solo simbolica, parlando di una comunità che cammina con rispetto, lasciando spazio al silenzio e alla memoria.

Commovente anche il messaggio della dirigente scolastica Antonella Benvegnù. Ha raccontato il banco vuoto della classe 2D, riempito nei giorni successivi con fiori, fotografie, pensieri, disegni e canzoni, come se la presenza di Azzurra continuasse a vivere tra i compagni.

Nel ricordo della scuola, Azzurra è rimasta la ragazza della dolcezza, della grazia e della luce discreta, capace di lasciare un segno profondo senza bisogno di alzare la voce.