Atif Zouhair accoltella Abu Youssef a scuola: l'inseguimento, la resa e i dubbi sul passato
Un inseguimento nei corridoi, un coltello alzato, poi il crollo davanti a un’aula. Così si è consumata a scuola l’aggressione che ha portato alla morte di Abu Youssef, colpito dal compagno Atif Zouhair e deceduto poche ore dopo in ospedale.
La corsa disperata di Abu Youssef attraversa i corridoi dell’istituto, con Atif Zouhair alle sue spalle. Il 18enne impugna un coltello e colpisce più volte il compagno, più grande di un anno, senza interrompere l’inseguimento. La vittima prova a raggiungere la propria classe, sperando di mettersi in salvo.
Davanti alla porta dell’aula, però, Abu Youssef cede. Si accascia a terra, circondato dal sangue, mentre i soccorsi vengono chiamati. Trasportato in ospedale, muore nella serata del 16 gennaio a causa delle ferite riportate durante l’aggressione.
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Secondo i testimoni, Atif Zouhair avrebbe mantenuto un’espressione quasi sorridente, senza lasciare l’arma. Dopo l’attacco si dirige verso la classe della fidanzata, come se volesse parlarle, poi torna indietro quando incrocia un’insegnante.
Contrariamente alle prime ricostruzioni, è lo stesso ragazzo a consegnare il coltello e ad attendere l’arrivo delle forze dell’ordine. Intanto emergono racconti su presunti comportamenti violenti precedenti, che alimentano interrogativi sulle segnalazioni mai trasformate in interventi concreti.