Caso Constellation, Jacques Moretti tra cauzione e accuse: Non fuggirò

Jacques Moretti, proprietario del Constellation, resta detenuto a Sion in attesa della decisione sulla cauzione. La procura teme il rischio di fuga, mentre lui respinge ogni ipotesi di allontanamento e rivendica il legame con la sua famiglia.

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Per la procura del Vallese, una cauzione di 200.000 franchi è proporzionata alla situazione economica di Jacques Moretti. Secondo la magistratura, l’imputato non percepisce reddito e possiede beni immobili gravati da ipoteche, oltre a veicoli in leasing.

Nella richiesta di custodia cautelare sono previste anche misure alternative, come il braccialetto elettronico, l’obbligo di firma e la consegna dei documenti personali. Provvedimenti simili sono già stati applicati alla moglie, Jessica Maric.

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La procuratrice aggiunta Catherine Seppey sottolinea che l’importo deve essere sufficientemente elevato per scoraggiare un’eventuale fuga. A suo giudizio, Jacques Moretti potrebbe lasciare la Svizzera per evitare il procedimento, non intravedendo prospettive future nel Canton Vallese.

Durante l’interrogatorio davanti al giudice Christian Roten, Moretti ha respinto con decisione questa ipotesi. Ha dichiarato di non aver mai considerato l’idea di scappare, ricordando che la sua vita, i suoi affetti e le sue amicizie sono radicati sul territorio.

Ha inoltre spiegato che, se necessario, cercherà un impiego in attesa della conclusione dell’inchiesta. Ha ribadito di non voler mettere in difficoltà la propria famiglia con comportamenti che potrebbero aggravare la sua posizione.

Sul piano patrimoniale, nuove verifiche hanno chiarito che i beni della coppia non sono stati acquistati in contanti. I locali gestiti tra Crans-Montana e Lens sono stati realizzati grazie a finanziamenti bancari e prestiti garantiti, con un patrimonio stimato in circa cinque milioni di franchi, coperto per l’80% da mutui.

Ne consegue un indebitamento complessivo superiore ai quattro milioni di franchi. Un quadro che, secondo la difesa, ridimensiona l’idea di una disponibilità economica immediata e libera.

L’avvocato Jacques Michod ha infine comunicato che un amico stretto di Moretti è disposto a versare l’intera somma richiesta come cauzione. Il legale ha chiesto l’anonimato e misure di protezione per l’offerente, segnalando pressioni e messaggi intimidatori ricevuti da terzi.

Il tribunale dovrà ora pronunciarsi sulla richiesta di libertà provvisoria e sulle condizioni che potrebbero accompagnare l’eventuale rilascio.