Influenza 2026, variante K dominante e più casi gravi tra i non vaccinati

La sorveglianza nazionale sull’influenza mostra un calo dei casi gravi rispetto allo scorso anno. Restano però centrali il ruolo della variante K e l’impatto più pesante tra i non vaccinati.

influenza 2026

Il monitoraggio delle forme severe e complicate di influenza, riferito alla prima settimana dell’anno, segnala una diminuzione dei casi rispetto allo stesso periodo della stagione precedente. Il quadro complessivo indica comunque una presenza significativa di pazienti con sintomi importanti.

Tra le infezioni più serie, il sottotipo che emerge con maggiore frequenza è A(H1N1)pdm09. I dati confermano inoltre che la maggioranza delle persone colpite da complicazioni non aveva ricevuto la vaccinazione antinfluenzale.

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Le analisi genetiche condotte sui campioni raccolti dall’inizio della sorveglianza mostrano che, tra i virus A(H3N2) in circolazione, il subclade K risulta nettamente predominante. I ceppi H1N1pdm09, invece, rientrano tutti nel subclade D.3.1, appartenente a un gruppo più ampio che include anche i ceppi utilizzati nei vaccini.

Nella popolazione generale, la percentuale di virus A(H3N2) supera in modo evidente quella dei virus A(H1N1)pdm09. Lo stesso andamento viene osservato nei casi registrati in ambito ospedaliero, dove il ceppo H3N2 continua a essere il più rilevato.

Le verifiche effettuate finora non hanno individuato campioni riconducibili a virus di tipo A non classificabili come influenza stagionale. Questo esclude, allo stato attuale, segnali di circolazione di ceppi influenzali di origine aviaria.