Caso Garlasco: la Cassazione respinge il ricorso della Procura su Venditti

La Cassazione chiude la disputa sui dispositivi informatici di Mario Venditti: rigettato il ricorso della Procura, confermata l’illegittimità del sequestro nell’indagine legata al caso Garlasco.

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La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso presentato dalla Procura, confermando la decisione del Tribunale del Riesame di Brescia a favore di Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia indagato per corruzione.

Il provvedimento rende definitiva la restituzione di cellulari, computer e hard disk sequestrati lo scorso settembre nell’ambito dell’inchiesta collegata all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Secondo l’accusa, Venditti avrebbe ricevuto denaro per archiviare la posizione di Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato per concorso nel delitto.

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Nel ricorso, la Procura sosteneva la legittimità di un sequestro privo di criteri di ricerca basati su parole chiave, richiamando orientamenti giurisprudenziali che ammetterebbero modalità selettive alternative per individuare file come immagini, video, documenti PDF e dati di localizzazione.

Gli inquirenti avevano inoltre difeso l’ampiezza temporale delle verifiche, estese a oltre undici anni di attività digitale, sostenendo che anche i limiti cronologici dovessero essere stabiliti caso per caso e non fissati in modo rigido.

La Corte di Cassazione non ha condiviso questa impostazione, ritenendo infondato l’intero impianto del ricorso e confermando l’annullamento del sequestro disposto in precedenza. Con questa decisione, la vicenda relativa ai dispositivi informatici di Mario Venditti si considera definitivamente chiusa sotto il profilo processuale.