Ucraina, l'avanzata russa si arresta: lo stallo mette in difficoltà Mosca

L’offensiva russa in Ucraina rallenta dopo l’impulso di fine 2025. I dati sulle conquiste territoriali mostrano una frenata costante, mentre Mosca continua a rivendicare successi e a rilanciare i propri obiettivi politici e militari.

ucraina avanzata

L’operazione militare russa in Ucraina attraversa una fase di evidente rallentamento. Dopo l’accelerazione registrata a fine 2025, la linea del fronte appare sostanzialmente immobile, nonostante le comunicazioni quotidiane di Mosca su presunte conquiste locali.

Secondo le analisi dell’Institute for the Study of War, tra l’inizio e la metà di dicembre le forze russe hanno esteso la loro presenza su circa 276 chilometri quadrati, spesso con azioni rapide e non consolidate. Una strategia che privilegia incursioni e infiltrazioni più che il controllo stabile del territorio.

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Nella seconda parte del mese, però, l’avanzata ha perso slancio. Dal 17 al 31 dicembre l’area interessata è scesa a poco più di 89 chilometri quadrati, mentre nei primi giorni di gennaio il dato si è ridotto ulteriormente, attestandosi sotto i 74 chilometri quadrati.

I momenti più favorevoli per Mosca si collocano all’inizio di dicembre. Da allora, il trend è diventato discendente, complice anche l’evoluzione delle condizioni meteorologiche, che ha influito sulle operazioni e sull’efficacia delle manovre sul campo.

Pioggia e neve hanno inizialmente limitato l’uso dei droni ucraini. Con l’arrivo del freddo secco, la difesa di Kiev ha recuperato efficienza, mentre il terreno gelato ha reso più complessi gli spostamenti per le truppe russe, spesso costrette ad avanzare a piedi e con equipaggiamenti pesanti.

Le recenti azioni rivendicate negli oblast di Sumy e Kharkiv vengono considerate dagli analisti come prevalentemente simboliche. Non emergono, infatti, segnali concreti che indichino la preparazione di una grande offensiva terrestre da nord capace di cambiare l’equilibrio del conflitto.

Nonostante lo stallo operativo, la comunicazione politica russa resta improntata alla fermezza. Vladimir Putin ribadisce la volontà di proseguire verso gli obiettivi dichiarati, auspicando al tempo stesso che Kiev accetti una pace definita “sostenibile”.

Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha chiarito che le ambizioni di Mosca superano i territori inclusi nelle attuali proposte di pace, estendendosi anche agli oblast di Kharkiv, Dnipropetrovsk, Mykolaiv e Odessa.

Queste posizioni evidenziano la distanza tra le richieste russe e i contenuti dei colloqui promossi dagli Stati Uniti insieme all’Ucraina. Un divario che, secondo gli osservatori, segnala un interesse sempre più limitato di Mosca a negoziare sulla base dei piani finora discussi.