Erbe anticancro: tra ricerca scientifica, terapie reali e bufale diffuse

Le piante non sono cure miracolose contro i tumori, ma alcune hanno contribuito allo sviluppo dei farmaci oncologici moderni. Tra ricerca scientifica, benefici reali e false promesse, serve distinguere con attenzione.

erbe anticancro

Nel dibattito sulle erbe anticancro convivono due realtà opposte: da un lato la ricerca farmacologica, dall’altro la disinformazione. Le piante medicinali sono studiate da decenni in ambito oncologico, ma solo alcune sostanze estratte hanno superato l’intero percorso di sperimentazione clinica.

Il processo di validazione è lungo, costoso e rigidamente regolato. Solo dopo studi preclinici e clinici una molecola può entrare nei protocolli terapeutici. Alcuni principi attivi di origine vegetale hanno completato questo iter e oggi sono parte integrante della terapia oncologica convenzionale.

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Tra gli esempi più noti figurano il paclitaxel ricavato dal tasso, gli alcaloidi della vinca come vincristina e vinblastina, i derivati della podofillina e l’irinotecan ottenuto dalla camptoteca. In questi casi non è la pianta in sé a curare, ma la sostanza purificata trasformata in farmaco.

Diversa è la situazione per molte erbe a cui vengono attribuite proprietà antitumorali senza prove cliniche sull’uomo. Spesso si tratta di studi limitati a test in laboratorio o su animali, ancora lontani da un’applicazione terapeutica reale.

Tra le false credenze più diffuse rientrano rimedi come clisteri di caffè, succhi di limone, centrifugati di verdure, tisane di tarassaco, impacchi di cavolo o mandorle amare. Queste pratiche non hanno alcun effetto antitumorale e, in alcuni casi, possono persino risultare potenzialmente pericolose.

Alcune piante possono però essere utili per gestire i sintomi legati alla malattia o alle terapie. L’iperico, ad esempio, è tra i rimedi più studiati per la depressione lieve e moderata nel paziente oncologico, ma richiede sempre una valutazione medica per le possibili interazioni.

Anche lo zafferano ha mostrato risultati promettenti sul tono dell’umore, grazie a estratti standardizzati impiegati in preparazioni personalizzate. In ambito gastrointestinale, disturbi come gastrite, nausea e bruciore possono trovare sollievo con rimedi fitoterapici delicati, come la camomilla.

Il gel di aloe vera, noto per le sue proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti, viene utilizzato per supportare la mucosa gastroesofagea e per alleviare le mucositi da chemioterapia, sempre come complemento e non come alternativa alle cure mediche.

La fitoterapia può offrire un supporto mirato in oncologia, ma solo se inserita in un percorso controllato, basato su dati scientifici e supervisionato da professionisti sanitari.