Mostro di Firenze, nuova pista su Clelia Cuscito e i delitti irrisolti
Un esposto riapre il caso dell’omicidio di Clelia Cuscito, uccisa nel 1983 a Firenze. La segnalazione propone un nome, nuovi legami con il Mostro di Firenze e una rete mai indagata di prostituzione e video amatoriali.
Un cold case dimenticato torna al centro dell’attenzione giudiziaria. Si tratta dell’omicidio di Clelia Cuscito, 37 anni, ex infermiera diventata prostituta, assassinata a Firenze il 14 dicembre 1983. Un esposto depositato in procura rilancia l’ipotesi di un collegamento con i delitti del Mostro di Firenze.
L’atto è stato presentato dall’avvocato Mattia Alfano, sulla base delle ricostruzioni del giornalista Matteo Calì e delle analisi del consulente Loris Bonacci Martinelli. Il documento individua un possibile responsabile, tuttora in vita, e chiede alla magistratura una serie di verifiche mirate.
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Secondo Alfano, la ricostruzione proposta potrebbe offrire una chiave inedita per interpretare non solo il delitto Cuscito, ma anche altri episodi rimasti senza colpevole. L’esposto ipotizza infatti l’esistenza di un circuito sommerso legato alla prostituzione e alla pornografia amatoriale.
In questo contesto, l’omicidio della donna assumerebbe un ruolo diverso, inserendosi in una trama più ampia che coinvolgerebbe più vittime e più episodi mai chiariti. Un quadro che, se confermato, aprirebbe scenari investigativi finora trascurati.
L’avvocato Alfano illustrerà pubblicamente i contenuti dell’esposto in una conferenza stampa fissata per venerdì 16 gennaio alle ore 12, nel suo studio di via Lamarmora 51 a Firenze.