Malato oncologico resta otto ore sul pavimento del pronto soccorso
Paziente con tumore viene lasciato ore disteso sul pavimento del pronto soccorso in attesa di una barella e di cure adeguate, una vicenda che solleva critiche sul rispetto della dignità e dei tempi di assistenza sanitaria.
A Senigallia un uomo di 60 anni affetto da un tumore al colon, già operato e con recidiva, è stato trattato in modo insufficiente al pronto soccorso dell’ospedale locale: dopo l’arrivo e la triage è rimasto per circa otto ore steso per terra in attesa di una barella e di una sistemazione adeguata, secondo quanto denunciato da associazioni per la tutela dei diritti dei pazienti.
La lunga attesa nel reparto d’emergenza, senza supporti idonei per un paziente in condizioni delicate, ha suscitato dure reazioni da parte di organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti dei malati e di rappresentanti politici locali, che hanno definito la situazione lesiva della dignità umana e della qualità delle cure.
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Secondo le testimonianze raccolte, il paziente sarebbe rimasto sul pavimento per diverse ore nonostante il suo quadro clinico complesso, in attesa di una barella su cui potersi sdraiare in modo più confortevole e sicuro. La denuncia sottolinea come simili ritardi possano aggravare lo stress fisico e psicologico di chi affronta già una malattia grave.
La vicenda ha riportato l’attenzione pubblica sulle criticità dei pronti soccorso italiani, dove la carenza di posti letto e di personale può determinare tempistiche di assistenza troppo lunghe, soprattutto per pazienti fragili come quelli oncologici. Le associazioni chiedono maggiore rispetto per le esigenze cliniche e umane di chi necessita di cure immediate e appropriate.