Casa del Jazz e Caso Orlandi, Don Celano: Il nodo resta il tunnel della scala
A oltre quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, nuove riflessioni riaccendono l’attenzione sugli scavi vicino a Sant’Apollinare. Don Domenico Celano chiarisce il suo ruolo e indica un punto preciso da verificare.
Emanuela Orlandi avrebbe compiuto 58 anni il 14 gennaio. Un’età che resta solo ipotetica, perché dal 22 giugno 1983 della giovane cittadina vaticana non esistono più notizie certe. Oggi, però, il suo nome torna al centro del dibattito grazie a nuove valutazioni sulle indagini.
Don Domenico Celano, intervenuto in televisione, ha respinto con decisione l’idea di essere una fonte riservata sul caso. «Ho agito in buona fede», ha spiegato, sottolineando di non possedere informazioni dirette sulla scomparsa. Il suo contributo nasce esclusivamente dalla conoscenza degli ambienti sotterranei della zona, maturata negli anni in cui abitava nell’edificio oggi noto come Casa del Jazz.
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L’incontro con Pietro Orlandi è durato circa tre ore. Un confronto fitto, incentrato sulla mappatura degli ipogei e su alcune anomalie rimaste senza risposta. Don Celano ha chiarito che il suo intento non è collegare forzatamente quei luoghi alla vicenda di Emanuela, ma stimolare un approfondimento serio e metodico delle ricerche.
Secondo il sacerdote, i controlli eseguiti alla fine degli anni Novanta non sarebbero stati condotti in modo completo. A suo giudizio, l’esplorazione del 1997 si sarebbe fermata prima di entrare realmente nei passaggi sotterranei. Da qui la proposta di incrociare le verifiche speleologiche con i documenti sequestrati a Enrico Nicoletti, legato ai progetti edilizi interrotti proprio in quell’area.
Il punto più delicato resta il cosiddetto tunnel della scala, un condotto oggi ostruito da circa 64 metri cubi di detriti. Don Celano ha spiegato che i lavori si bloccarono quando il passaggio raggiunse una proprietà confinante. Proprio quel materiale accumulato rappresenta, secondo lui, l’ostacolo principale per capire se dietro quel varco possano ancora nascondersi elementi utili alle indagini.