Ucraina, M5S chiede stop alle armi e svolta diplomatica europea

Il Movimento 5 Stelle prepara una risoluzione alla Camera per chiedere lo stop alle armi verso Kiev, maggiore trasparenza sulle spese militari e una svolta diplomatica europea con il coinvolgimento dell’Onu.

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Il Movimento 5 Stelle si appresta a depositare alla Camera una risoluzione che punta a interrompere con effetto immediato la fornitura di armamenti all’Ucraina. Il documento sarà presentato in vista delle comunicazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sul quadro internazionale.

Nel testo, il governo viene sollecitato a fermare l’invio di materiali militari alle autorità ucraine, mantenendo invece attivi gli interventi di carattere umanitario. L’obiettivo dichiarato è quello di spostare l’azione italiana su un piano esclusivamente civile e diplomatico.

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La risoluzione chiede inoltre all’esecutivo di fornire alle Camere un resoconto dettagliato delle spese sostenute per le cessioni di forniture militari, rafforzando gli obblighi di trasparenza nei confronti del Parlamento.

Tra gli impegni richiesti figura anche l’obbligo di aggiornare le Camere con cadenza almeno trimestrale sull’andamento del conflitto, con relazioni puntuali sull’evoluzione della situazione bellica.

Il governo dovrebbe poi riferire con urgenza sugli accordi assunti nell’ultima riunione della Coalizione dei Volenterosi, con particolare attenzione all’invio di armi, al supporto militare, ai programmi di addestramento dei soldati ucraini e alle attività di intelligence.

Secondo il M5S, l’Italia dovrebbe sostenere il percorso negoziale promosso dagli Stati Uniti, favorendo però un ruolo più incisivo dell’Unione europea nella gestione della crisi, per arrivare a una concreta cessazione delle ostilità attraverso una prospettiva multilaterale.

Nel testo si invita anche a coinvolgere le Nazioni Unite in un processo di de-escalation militare, promuovendo ogni iniziativa utile a una soluzione negoziata del conflitto.

Infine, la risoluzione propone l’introduzione di una imposta straordinaria sugli extraprofitti netti realizzati dalle aziende dell’industria della difesa, maturati nel contesto geopolitico segnato dal protrarsi della guerra in Ucraina.