Alimenti vegetali e cuore: la qualità conta più dell'origine

Una dieta vegetale può proteggere il cuore solo se gli alimenti sono di qualità. La differenza non è tra vegetale e animale, ma tra cibi freschi e prodotti industriali ricchi di sale, zuccheri e grassi.

alimenti vegetali

Associare automaticamente una dieta vegetale a un minor rischio cardiovascolare è un errore diffuso. È vero che un consumo eccessivo di carne rossa può favorire problemi al cuore, ma questo non rende automaticamente salutari tutti i prodotti di origine vegetale.

Negli ultimi anni, numerosi studi hanno mostrato come l’elevato apporto di alimenti ultraprocessati sia collegato a un aumento delle patologie cardiovascolari. Il punto centrale non è quindi l’origine vegetale o animale, ma il livello di lavorazione e la qualità nutrizionale complessiva dei cibi.

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Un ampio studio francese ha analizzato il rapporto tra alimentazione e salute cardiovascolare considerando non solo la provenienza degli alimenti, ma anche la loro composizione in termini di grassi, carboidrati, vitamine, minerali e grado di trasformazione industriale.

L’indagine ha coinvolto oltre 63 mila adulti seguiti per una media di più di nove anni. Le abitudini alimentari sono state ricostruite tramite questionari online, permettendo di classificare le diete in base alla percentuale di alimenti vegetali, alla qualità nutrizionale e al livello di lavorazione.

I risultati hanno evidenziato che chi privilegiava alimenti vegetali ricchi di nutrienti, poveri di zuccheri, sale e grassi, e poco trasformati, presentava un rischio cardiovascolare inferiore di circa il 40% rispetto a chi consumava meno prodotti vegetali di qualità e più alimenti di origine animale.

Il vantaggio, però, scompariva tra coloro che basavano la propria dieta su versioni industriali dei cibi vegetali, come pane integrale confezionato, zuppe pronte, piatti di pasta precotti o insalate con condimenti industriali. In questi casi, il profilo di rischio risultava simile a quello di chi seguiva un’alimentazione più ricca di prodotti animali.

Ancora più critico il quadro per le diete dominate da snack, bevande zuccherate, dolci, cereali da colazione addizionati di zuccheri e prodotti salati confezionati. Questo modello alimentare era associato a un incremento del rischio cardiovascolare di circa il 40% rispetto a chi consumava prevalentemente alimenti vegetali freschi e poco lavorati.

Per valutare correttamente l’impatto di una dieta sul cuore, diventa quindi indispensabile considerare la qualità nutrizionale degli alimenti e il loro grado di trasformazione, oltre al semplice equilibrio tra componenti vegetali e animali.

In termini pratici, l’attenzione dovrebbe concentrarsi su legumi, cereali integrali non raffinati, frutta, verdura, semi e frutta secca, limitando al minimo i prodotti vegetali industriali, anche quando l’etichetta suggerisce un’apparente scelta salutare.