Crans-Montana, Riccardo Minghetti morto per asfissia dopo l'incendio
La morte del sedicenne coinvolto nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana viene collegata a un’asfissia polmonare. Intanto restano critiche le condizioni di alcuni giovani ricoverati a Milano, con danni respiratori ancora in evoluzione.
Riccardo Minghetti, 16 anni, avrebbe perso la vita per un arresto cardiaco provocato da una grave asfissia polmonare. È quanto emerge dai primi riscontri dell’autopsia eseguita al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, disposta dalla procura capitolina.
Gli esiti sono considerati ancora preliminari e dovranno essere verificati con un successivo esame tossicologico. Sul corpo del giovane sono state rilevate anche lesioni compatibili con ustioni, ritenute però non determinanti ai fini del decesso.
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Parallelamente prosegue il monitoraggio dei ragazzi rimasti feriti e trasferiti in terapia intensiva all’ospedale Niguarda di Milano. Due di loro destano particolare apprensione per la gravità del quadro clinico, con un’evoluzione giudicata decisiva nelle prossime 48 ore.
L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha spiegato che per i pazienti in rianimazione la situazione resta estremamente delicata. La principale criticità riguarda l’apparato respiratorio, compromesso dall’inalazione di sostanze altamente tossiche sprigionate durante l’incendio.
Secondo quanto riferito, in alcuni casi la presenza di patologie pregresse ha ulteriormente complicato il decorso clinico, facendo emergere progressivamente le conseguenze più severe dell’esposizione ai fumi.
Tra i ricoverati figura anche Leonardo Bove, le cui condizioni risultano al momento stabili. I medici lo stanno sottoponendo a terapie mirate e a controlli approfonditi, tra cui una broncoscopia, per valutare eventuali danni polmonari.
Dalle prime valutazioni, il quadro respiratorio del giovane appare relativamente tranquillo, ma resta sotto osservazione costante da parte dell’équipe sanitaria del Niguarda.