Sciopero taxi, proteste a Roma e tavolo al Mit: Salvini convoca i sindacati
Mattinata di scioperi e tensioni per il servizio taxi, con cortei, polemiche politiche e un tavolo convocato al ministero. I sindacati rivendicano regole eque, mentre il confronto con le piattaforme digitali resta al centro della protesta.
La giornata di sciopero nazionale dei taxi si è aperta con un corteo partito dall’aeroporto di Fiumicino nelle prime ore del mattino. I conducenti hanno raggiunto la Bocca della Verità, lasciando i veicoli in sosta per proseguire a piedi verso il presidio nel centro della capitale.
Nel corso della manifestazione non sono mancati momenti di tensione, in particolare in piazza Capranica, dove l’arrivo di Matteo Hallisey, presidente di +Europa e dei Radicali italiani, ha acceso la protesta. Hallisey ha parlato di un clima chiuso al confronto, sostenendo che chi critica i privilegi della categoria viene escluso dal dialogo.
Leggi anche Nuovo sciopero dei taxi di due giorni: sindacati convocati domani al ministero
Secondo l’Usb, l’adesione allo sciopero sarebbe stata significativa in molte città italiane. Il sindacato ha ribadito che la mobilitazione nasce da una richiesta di parità di trattamento rispetto alle piattaforme digitali, soprattutto sul piano fiscale e contributivo, indicando in Uber l’esempio più evidente di questa disparità.
Nel frattempo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato la convocazione di tutte le sigle sindacali del settore per il giorno successivo al Mit. Il ministro ha spiegato di aver voluto rispettare la protesta, garantendo però l’apertura immediata di un confronto istituzionale.
Usb Taxi ha chiarito che, in assenza di risposte concrete dall’incontro ministeriale, la protesta potrebbe riprendere nel rispetto della legge 146 del 1990. Il sindacato ha inoltre criticato il ruolo delle multinazionali nel trasporto urbano, accusando il governo di non intervenire con decisione su un sistema ritenuto sbilanciato.
Dalla Uiltrasporti, Massimo Longo ha espresso perplessità sulla presenza al tavolo anche di organizzazioni contrarie allo sciopero, ma ha confermato la partecipazione all’incontro per favorire un confronto costruttivo e non pregiudiziale.
Sul fronte politico, Stefano Benigni di Forza Italia ha definito la protesta anacronistica, sostenendo che il servizio taxi italiano sia rimasto indietro rispetto ai modelli adottati in molte città europee e internazionali. Secondo il deputato, servono regole chiare che tutelino la concorrenza e i diritti degli utenti.
Critiche anche da Italia Viva, con Raffaella Paita che ha parlato di uno sciopero paradossale, evidenziando i disagi per i cittadini e chiedendo una riforma strutturale del trasporto non di linea. La senatrice ha inoltre condannato gli episodi di disordine avvenuti durante la manifestazione, giudicandoli incompatibili con il diritto di sciopero.