Crans-Montana, autopsia su Riccardo Minghetti: nuovi esami per chiarire la causa della morte
L’autopsia sul giovane romano morto nella tragedia di Crans-Montana apre nuovi scenari: emergono ustioni, ma serviranno altri esami per chiarire la causa del decesso. Intanto si muove la richiesta di un procuratore esterno.
Al Policlinico Gemelli è stato eseguito l’esame autoptico sul corpo di Riccardo Minghetti, sedicenne romano deceduto nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana. I primi riscontri hanno evidenziato la presenza di lesioni da ustioni, ma non sono ancora sufficienti per stabilire con certezza cosa abbia provocato la morte.
Il collegio dei medici legali ha affiancato all’autopsia una serie di approfondimenti strumentali, tra cui radiografie e Tac, oltre agli esami tossicologici. Proprio questi ultimi saranno decisivi per verificare l’eventuale ipotesi di asfissia come causa principale del decesso.
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L’accertamento medico è stato disposto dalla Procura di Roma, che coordina l’indagine aperta per omicidio plurimo colposo, disastro, incendio e lesioni gravissime, con l’aggravante della presunta violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Parallelamente, in Svizzera è stata presentata alla Procura vallesana una richiesta formale per la nomina di un procuratore speciale esterno al Cantone. L’iniziativa è stata depositata dall’avvocata losannese Miriam Mazou, legale di una delle famiglie colpite dalla tragedia che ha causato 40 vittime.
Secondo quanto spiegato dalla stessa Mazou, la legislazione vallesana consente esplicitamente il ricorso a un magistrato esterno in presenza di motivi rilevanti. In questo caso, la richiesta si fonda sia sull’eccezionale gravità dell’evento sia sulla necessità di valutare anche l’operato delle autorità locali coinvolte nelle verifiche.
La procedura, ora, dovrà essere esaminata dagli organi competenti, mentre le famiglie attendono risposte chiare su una vicenda che continua a sollevare interrogativi sul piano delle responsabilità.