Iran, caccia agli utenti Starlink: Teheran tenta di bloccare i video delle proteste
Teheran intensifica la repressione contro chi utilizza Starlink per diffondere immagini delle proteste, mentre Internet resta oscurata in gran parte del Paese e i terminali satellitari diventano l’unico canale per raccontare cosa accade nelle strade.
Le autorità iraniane hanno avviato una campagna mirata per individuare e sequestrare i terminali Starlink, considerati uno strumento decisivo per la diffusione dei filmati delle manifestazioni. In un contesto di blackout informativo, i video provenienti dalle strade rappresentano una delle poche finestre sulla reale portata delle proteste e sulla risposta delle forze di sicurezza.
Secondo attivisti per i diritti digitali, nelle ultime ore le confische si sono concentrate soprattutto nei quartieri occidentali di Teheran. La situazione viene descritta come una vera e propria guerra elettronica, con interferenze più intense nelle aree interessate dalle proteste e nelle fasce serali, quando i dimostranti si riuniscono.
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Il servizio satellitare di Elon Musk è vietato in Iran e i terminali entrano nel Paese in modo clandestino, spesso via mare dal Golfo Persico o attraverso il confine con il Kurdistan iracheno. Le prime installazioni risalgono al 2022, durante la precedente ondata di mobilitazioni, quando l’azienda aveva annunciato la richiesta di deroghe alle sanzioni.
Intanto, a Washington si discute la possibilità di inviare nuovi dispositivi in Iran. Tra le opzioni al vaglio dell’amministrazione americana c’è l’aumento dei terminali disponibili, ipotesi su cui il presidente ha dichiarato di voler ottenere chiarimenti direttamente da Musk.
Il blocco di gran parte delle connessioni Internet ha colpito quasi l’intera popolazione iraniana, circa 90 milioni di persone, dopo che le proteste iniziate per l’aumento del costo della vita si sono estese a oltre cento città. In questo scenario, affidarsi alla rete satellitare viene descritto come l’unico canale rimasto per far uscire immagini e testimonianze.
Un residente di Teheran ha raccontato di aver caricato video girati da familiari durante le manifestazioni e di averli poi inoltrati a contatti all’estero, che li hanno diffusi sui social. Chi utilizza Starlink, spiega, evita di rivelarlo e condivide i contenuti solo con persone fidate, nonostante una connessione spesso instabile.
I tentativi del governo di disturbare il segnale hanno rallentato il servizio, ma non lo hanno interrotto. Quando la connessione migliora, soprattutto al mattino o nelle ore centrali della giornata, gli utenti inviano il maggior numero possibile di filmati in pochi minuti.
Organizzazioni impegnate per la libertà della rete hanno distribuito migliaia di kit Starlink a realtà non profit locali, mentre altri dispositivi sono arrivati tramite canali commerciali. In un Paese sempre più isolato digitalmente, il satellite resta uno dei pochi strumenti per documentare ciò che accade nelle piazze iraniane.