Jessica Moretti rischia il carcere per la fuga con la cassa e le dichiarazioni agli inquirenti

Scene riprese dalle telecamere mostrerebbero la titolare del locale di Crans-Montana fuggire dall’incendio con la cassa in mano, circostanza che complica la posizione di Jessica Moretti nel procedimento penale aperto dopo la strage di Capodanno.

jessica moretti

Jessica Moretti, co-proprietaria insieme al marito Jacques del bar «Le Constellation» a Crans-Montana dove il 1° gennaio un incendio ha ucciso decine di persone, ora si trova al centro di accuse più gravi in Svizzera. Le autorità stanno valutando l’eventualità di incriminarla anche per omissione di soccorso dopo che filmati di sorveglianza avrebbero catturato la donna, ferita a un braccio, mentre abbandona il locale in fiamme con la cassa contenente l’incasso della serata.

Le immagini al vaglio degli inquirenti mostrerebbero Jessica allontanarsi dalla scena dell’incendio prima che le operazioni di soccorso fossero concluse, portando con sé il registratore di cassa. Se confermato, questo comportamento potrebbe aggravare le accuse a suo carico oltre a quelle già contestate ai coniugi per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo legati alla tragedia.

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La Procura cantonale aveva inizialmente disposto per la donna gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a causa del rischio di fuga e per il fatto che la versione fornita agli investigatori non avrebbe convinto pienamente gli inquirenti. Sono emersi legami con l’estero e disponibilità economiche che avrebbero reso concreto il pericolo di sottrarsi al processo.

Jessica e Jacques Moretti erano presenti la notte dell’incendio: mentre lei si trovava all’interno del locale quando è scoppiato il rogo, il marito era in un altro locale. Nel frattempo Jacques è stato posto in custodia cautelare in Svizzera per rischi di fuga e per le accuse collegate alla stessa strage.

La scena della fuga con la cassa ha suscitato indignazione tra le famiglie delle vittime e potrebbe essere decisiva per la magistratura nella valutazione dell’aggravante di omissione di soccorso, oltre ad influenzare la richiesta della pubblica accusa di una pena detentiva più severa per la donna.