Sciopero 13 gennaio, taxi e scuola in protesta: servizi a rischio in tutta Italia
Disagi diffusi tra trasporti e istruzione per la giornata di sciopero del 13 gennaio: taxi fermi quasi ovunque, proteste nelle scuole e manifestazioni previste nella capitale con cortei e presìdi istituzionali.
La giornata di oggi, martedì 13 gennaio, è segnata da una nuova mobilitazione che coinvolge trasporti e istruzione. Dopo la protesta di ieri, il personale scolastico torna a incrociare le braccia, mentre il comparto taxi avvia uno stop nazionale che rischia di creare disagi in molte città.
A Roma la protesta dei tassisti assume una forma visibile: delegazioni provenienti da diverse città si ritrovano a Fiumicino per poi muoversi in corteo verso il centro, con arrivo previsto tra Piazza Bocca della Verità e Piazza Montecitorio, dove è annunciato un presidio statico in tarda mattinata.
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Lo sciopero dei taxi dura ventiquattro ore su quasi tutto il territorio nazionale, con l’unica eccezione dell’Umbria. Ad aderire sono numerose sigle di categoria, mentre restano fuori alcune organizzazioni come Uri e il consorzio itTaxi.
Secondo i promotori, il servizio taxi è un servizio pubblico regolato, con tariffe comunali e obblighi precisi verso gli utenti. Un modello che, sostengono, sarebbe oggi minacciato dall’ingresso di grandi piattaforme private basate su algoritmi e logiche di profitto.
I tassisti rivendicano la difesa di un sistema considerato sicuro, trasparente ed equo, e denunciano il rischio di una trasformazione che potrebbe indebolire tutele e controlli. Al centro della protesta anche la tutela del lavoro e del reddito delle famiglie che dipendono dal settore.
Tra le richieste avanzate figurano il completamento della legge 12 del 2019 contro l’abusivismo, regole più stringenti per le piattaforme digitali e una protezione più netta del servizio pubblico locale.
Parallelamente, la giornata resta complessa anche per il mondo dell’istruzione. Lo sciopero proclamato da Flp, Confsai, Conalpe e Csle coinvolge docenti e personale ATA, sia a tempo determinato sia indeterminato, nelle scuole pubbliche, comunali e private.
Dai nidi alle università, la regolarità delle attività non è garantita. Le lezioni e i servizi dipendono dalla presenza effettiva del personale, con possibili variazioni negli orari e nella gestione delle strutture.
La mobilitazione conferma una giornata ad alta tensione per cittadini, famiglie e pendolari, chiamati a fare i conti con uno scenario di servizi ridotti e possibili interruzioni in più settori chiave.