Dieta e cervello: carne ultraprocessata e bibite zuccherate sotto accusa

Le scelte alimentari non influenzano solo il peso e il cuore, ma anche memoria e funzioni cognitive. Uno studio statunitense collega carne ultraprocessata e bibite zuccherate a un rischio più alto di declino cerebrale negli over 55.

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Quando si parla di nutrizione, l’attenzione si concentra spesso su colesterolo, glicemia e salute cardiovascolare. Negli ultimi anni, però, la ricerca ha ampliato lo sguardo, mostrando come ciò che mangiamo possa incidere in modo diretto anche sulle capacità mentali e sulla tenuta del cervello nel tempo.

Un’indagine condotta dalla Virginia Tech ha analizzato il legame tra alimenti ultraprocessati e funzioni cognitive. Lo studio ha seguito per sette anni persone con almeno 55 anni, sottoposte a controlli periodici all’interno di un programma sostenuto da enti di ricerca pubblici.

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I ricercatori hanno osservato che chi consumava quotidianamente carne ultraprocessata presentava un aumento del 17% dei disturbi cognitivi. Anche le bevande zuccherate sono risultate associate a un peggioramento delle prestazioni mentali, con un incremento del 6% per ogni porzione assunta.

Le valutazioni si basavano su test di memoria, esercizi numerici e prove di attenzione, strumenti utilizzati per misurare lo stato globale della salute cerebrale. I risultati permettevano di distinguere tra condizioni di pre-demenza e situazioni riconducibili a un declino più marcato.

Secondo gli autori, questi test rappresentano un metodo affidabile per individuare segnali precoci di rischio e intervenire prima che il deterioramento diventi più serio. L’obiettivo è ridurre la probabilità di sviluppare patologie neurodegenerative, come la demenza o l’Alzheimer.

Gli alimenti ultraprocessati, ricchi di additivi e ingredienti artificiali, non risultano problematici solo per il sistema cardiovascolare. I dati suggeriscono che alcune categorie, in particolare carne lavorata e bevande zuccherate, abbiano un peso specifico anche sul mantenimento delle funzioni cognitive.

Modificare le abitudini, come privilegiare la cucina casalinga e limitare i prodotti pronti, viene indicato come un passaggio utile per ridurre l’esposizione a questi alimenti. Le scelte quotidiane, secondo i ricercatori, restano un fattore determinante per la tutela del cervello con l’avanzare dell’età.