Rugolo, Condanna Confermata: Abusi Mascherati e Migliaia di Accessi a Siti Porno

Le motivazioni della sentenza d’appello su Giuseppe Rugolo descrivono una condotta sistematica, fatta di abusi mascherati da confidenza e di una manipolazione psicologica reiterata ai danni di minori.

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Dopo sei mesi, la Corte d’appello ha reso note le motivazioni che confermano la condanna a tre anni di reclusione per Giuseppe Rugolo, ex sacerdote ritenuto responsabile di violenza sessuale su minori. I giudici hanno ribadito l’impianto già accolto in primo grado.

La ricostruzione dei fatti descrive comportamenti fisici a esplicita valenza sessuale, presentati come semplici scherzi o gesti di confidenza. Palpeggiamenti e contatti indebiti venivano inseriti in un contesto studiato per ridurre le difese delle vittime.

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Secondo i magistrati, Rugolo adottava modalità relazionali orientate al controllo emotivo dei ragazzi, alternando atteggiamenti protettivi a pressioni psicologiche. Una strategia ritenuta funzionale a mantenere il silenzio e la dipendenza.

Le motivazioni riportano anche elementi emersi dalle analisi informatiche, che hanno evidenziato migliaia di accessi a contenuti pornografici in un arco temporale limitato, interpretati come parte di un quadro comportamentale coerente con le accuse.

La testimonianza della vittima è stata giudicata lineare, dettagliata e priva di contraddizioni rilevanti, rafforzando la credibilità dell’intero impianto accusatorio e la valutazione sulla personalità dell’imputato.