Arena Santa Giulia e Milano Cortina 2026: il test event accelera la corsa olimpica

Tra cantieri ancora attivi e prime prove sul ghiaccio, l’Arena Santa Giulia ha ospitato il test event decisivo in vista di Milano Cortina 2026, tra debutto operativo, imprevisti tecnici, risposta del pubblico e ultimi lavori da completare.

arena santa

All’esterno le gru continuano a muoversi, all’interno il ghiaccio ha già accolto le prime sfide ufficiali. L’Arena Santa Giulia ha vissuto il suo debutto operativo con le Final Four di Ihl Serie A e Coppa Italia, ultimo banco di prova prima delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, al via il 6 febbraio.

La nuova struttura ospiterà le finali olimpiche dell’hockey su ghiaccio: il torneo femminile il 19 febbraio e quello maschile il 22. Il test event ha rappresentato una prova generale osservata con attenzione anche dalla Nhl, pronta a tornare ai Giochi dopo dodici anni.

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L’esordio non è stato privo di imprevisti. Durante la semifinale di Coppa Italia tra Caldaro e Varese, un piccolo foro nel ghiaccio ha causato una breve interruzione. L’intervento degli addetti ha risolto rapidamente la situazione, riportando la superficie in condizioni ottimali.

Don Moffatt, Ice Master di Fondazione Milano Cortina 2026, ha spiegato che su una pista nuova possono comparire micro-crepe dovute anche all’azione delle macchine rasaghiaccio. In questo caso si è trattato di un’apertura di circa due centimetri, riparata subito, con ulteriori interventi tra il primo e il secondo tempo.

Secondo Moffatt, la qualità del campo si è confermata elevata e coerente con gli standard richiesti per un evento olimpico. Il suo lavoro, iniziato con l’obiettivo di garantire le migliori condizioni ai campioni dell’hockey, proseguirà nelle prossime settimane con controlli costanti.

Il debutto ha trovato anche una risposta calorosa sugli spalti. Migliaia di spettatori hanno raggiunto l’Arena, tra cori, rumore e curiosità. Non sono mancate difficoltà logistiche, soprattutto per i parcheggi, spingendo molti tifosi a scegliere le navette dalla stazione di Rogoredo.

L’amministratore delegato di Fondazione Milano Cortina 2026, Andrea Varnier, ha sottolineato come il test servisse anche a verificare la gestione dei flussi di pubblico. Il sistema di trasporto ha funzionato e i biglietti venduti hanno superato quota 17mila, limite imposto dalla capienza disponibile per l’evento.

In pista, i giocatori hanno promosso l’impianto. Ernesto Alessio, dell’Alleghe, ha definito l’Arena uno stadio olimpico a tutti gli effetti, evidenziando dimensioni e atmosfera. Le partite hanno dimostrato che si può giocare regolarmente, nonostante i lavori ancora in corso.

La consegna completa è prevista per il 25 gennaio, in tempo per le gare della fase a gironi del 5 febbraio. Restano da ultimare alcune tribune, rifinire gli spogliatoi e sistemare cavi e tubazioni ancora visibili in alcune zone.

Per Pierre Ducrey, direttore sportivo del Cio, la Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena ha tutte le potenzialità per diventare una venue di riferimento. Il piano prevede di completare le ultime opere dopo il test event, con l’arrivo imminente delle delegazioni Nhl per le valutazioni finali.

La capienza massima dell’impianto sarà di 15.300 persone, con circa 11.800 spettatori paganti durante i Giochi. La differenza è legata agli spazi riservati a media e stakeholder, compresa una tribuna stampa con oltre 400 posti. L’Arena si sviluppa su quattro livelli per una superficie complessiva di circa 82mila metri quadrati.

La pista misura 60 metri per 26, in linea con gli standard europei ma più corta rispetto ai campi nordamericani, dettaglio che richiederà un periodo di adattamento per i giocatori Nhl durante il torneo olimpico.

Dopo Milano Cortina 2026, l’hockey lascerà spazio a una nuova fase della struttura. L’Arena resterà dedicata allo sport, ospitando eventi come le finali dell’Europeo maschile di pallavolo, ma diventerà soprattutto un grande palcoscenico per concerti, a partire da quello di Luciano Ligabue del 6 maggio.