Pensioni, rivalutazione e aumenti da febbraio 2026: nuovi importi e calendario INPS
Da febbraio 2026 gli assegni pensionistici italiani vengono riallineati al costo della vita con aumenti mensili che, a seconda dell’importo percepito, vanno da pochi euro fino a circa 50 euro per i trattamenti più alti, mentre l’erogazione segue un calendario spostato a causa del giorno festivo.
A partire da febbraio 2026 le pensioni in Italia saranno aggiornate per recuperare parte del potere d’acquisto in base all’inflazione provvisoria, con incrementi che variano secondo la fascia di reddito dell’assegno.
Il meccanismo di perequazione provvisorio fissato per il 2026 è pari a circa 1,4%, e si applica in misura piena alle pensioni più basse e in modo decrescente man mano che l’importo mensile dell’assegno aumenta.
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Per i trattamenti fino a quattro volte il minimo INPS l’adeguamento è completo, mentre per le fasce superiori si scende a percentuali più basse: nel complesso gli incrementi lordi mensili possono arrivare fino a circa €50 per le pensioni più elevate.
Gli effetti fiscali, come Irpef e addizionali regionali e comunali, riducono il valore netto percepito in busta, e per alcuni assegni medi gli aumenti si traducono in poche decine di euro al mese.
L’INPS ha confermato che, a causa del fatto che il primo giorno di febbraio 2026 cade di domenica, l’erogazione delle pensioni seguirà un calendario posticipato, con accrediti bancari e postali a partire dal 2 febbraio e ritiro in contanti alle poste seguendo precise fasce alfabetiche per cognome.
Insieme all’adeguamento degli importi, il pagamento mensile rispetta le consuete regole di accredito del primo giorno bancabile del mese, salvo specifiche eccezioni come quella di febbraio.