Trump rilancia sulla Groenlandia e apre a nuovi accordi con Venezuela e Cuba
Trump rilancia la strategia americana tra Groenlandia, Venezuela e Cuba, tra aperture diplomatiche, accordi energetici e messaggi diretti ai partner internazionali. Parole che ridisegnano le priorità geopolitiche di Washington.
Durante il volo di rientro verso Washington, il presidente Donald Trump è tornato a parlare della Groenlandia, definendola un nodo strategico per la sicurezza degli Stati Uniti. Secondo il leader americano, senza un intervento di Washington l’isola rischierebbe di finire sotto l’influenza di Russia o Cina, uno scenario che la Casa Bianca intende evitare.
Trump ha ribadito di preferire una soluzione negoziata con la Danimarca, puntando su un’intesa economica piuttosto che su ipotesi militari. L’obiettivo, ha spiegato, è costruire un accordo che tenga conto anche della volontà dei groenlandesi, considerati interlocutori fondamentali nel processo decisionale.
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Nel suo intervento, il presidente ha criticato l’attuale sistema di difesa dell’isola, ritenuto inadeguato rispetto alla presenza navale di Russia e Cina nelle aree circostanti. Un confronto che, nelle intenzioni di Trump, rafforza la necessità di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti.
Lo sguardo si è poi spostato sul Venezuela, dove Trump ha descritto come costruttivi i rapporti con la nuova leadership ad interim guidata da Delcy Rodríguez, a pochi giorni dall’arresto dell’ex presidente Nicolás Maduro. Il presidente ha parlato di una collaborazione intensa e non ha escluso, in futuro, una visita ufficiale nel Paese sudamericano.
Tra i temi principali figura l’accordo per l’acquisto di 50 milioni di barili di petrolio, per un valore complessivo di 4,2 miliardi di dollari. Trump ha confermato che le forniture sono già in viaggio verso gli Stati Uniti, sottolineando l’importanza energetica dell’intesa.
Il presidente ha inoltre annunciato un imminente incontro a Washington con Maria Corina Machado, figura centrale dell’opposizione venezuelana. L’appuntamento dovrebbe svolgersi a metà settimana, compatibilmente con gli impegni ufficiali del capo della Casa Bianca.
Infine, Trump ha accennato ai contatti avviati con Cuba, senza anticipare i contenuti delle trattative. Ha però chiarito che l’amministrazione intende occuparsi in modo prioritario dei cittadini cubani non americani presenti negli Stati Uniti, lasciando aperta anche l’ipotesi di misure legate al traffico petrolifero verso l’isola.