Camminare protegge il cuore degli anziani: 4.000 passi bastano poche volte a settimana

Camminare poche volte a settimana può fare la differenza per la salute cardiaca degli anziani. Un ampio studio statunitense mostra come anche 4.000 passi, concentrati in pochi giorni, siano legati a una riduzione concreta del rischio di morte.

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Anche un’attività fisica limitata, se costante nel tempo, può offrire benefici importanti alle persone anziane. La camminata, in particolare, si conferma uno degli strumenti più semplici ed efficaci per sostenere la salute del cuore e ridurre la mortalità.

Una ricerca condotta negli Stati Uniti ha analizzato il rapporto tra numero di passi e rischio di morte in un campione di donne over 60. I risultati indicano che raggiungere almeno 4.000 passi in uno o due giorni alla settimana è già associato a un miglioramento significativo degli esiti di salute.

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Lo studio ha coinvolto 13.547 donne con un’età media di 72 anni, tutte prive di patologie cardiache o oncologiche all’inizio dell’osservazione. Le partecipanti hanno indossato un contapassi per sette giorni consecutivi e sono state monitorate per oltre dieci anni.

Nel periodo di follow-up, concluso nel 2024, sono stati registrati 1.765 decessi e 781 nuovi casi di malattie cardiovascolari. Le donne che avevano raggiunto la soglia dei 4.000 passi in uno o due giorni settimanali mostravano un rischio di morte inferiore del 26% e una riduzione del 27% per le cause cardiache.

Chi riusciva a toccare lo stesso obiettivo in almeno tre giorni a settimana vedeva scendere il rischio complessivo di mortalità fino al 40%, mentre il vantaggio sulle patologie cardiovascolari restava stabile intorno al 27%.

Secondo gli autori, il dato più rilevante riguarda la quantità totale di passi, più che la frequenza con cui viene raggiunta la soglia. In media, le partecipanti percorrevano 5.615 passi al giorno, confermando che non sono necessari livelli elevati di attività per ottenere benefici.

La ricerca, di tipo osservazionale, non consente di stabilire un rapporto diretto di causa ed effetto e si basa esclusivamente su un campione femminile. Tuttavia, i risultati rafforzano l’idea che, nella popolazione anziana, il volume complessivo dei passi conti più del numero di giorni in cui si cammina.